Neurodesign: i consigli per arredare la casa e stare bene

Una disciplina che fonde il design con la psicologia può aiutare ad arredare in maniera funzionale e piacevole gli ambienti

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    Neurodesign: i consigli per arredare la casa e stare bene

    Quando psicologia, neuroscienze e design si incontrano, nasce il neurodesign, una disciplina che studia il miglior modo per arredare, creare oggetti, grafiche e complementi d’arredo. La filosofia fondante è quello di progettare basandosi sul concetto di benessere dell’utente finale.

    Darren Bridger è uno dei massimi esponenti di questa corrente: nel suo libro Neuro Design: Neuromarketing Insights to Boost Engagement and Profitability spiega teorie e principi del design e del neuromarketing. Infatti, anche la comunicazione rientra nei campi toccati dal neurodesign, in quanto i brand sono alla costante ricerca di tecniche pubblicitarie efficaci.

    Per quanto riguarda l’arredamento, sono diversi gli architetti e designer che seguono questa disciplina, come il giapponese Oki Sato o la svedese Isabelle Sjövall, autrice di ben due libri in merito: Neurodesign e Designfulness.

    Come arredare la casa

    Per disporre l’arredamento, scegliere i colori e i complementi, indirizzare le luci secondo neurodesign, bisogna ovviamente seguire delle regole.

    In generale, bisogna tenere conto di come il cervello umano interpreta gli stimoli, associa forme e colori, concepisce il bello. Non tutti hanno gli stessi gusti e lo stesso concetto di armonia, quindi bisogna studiare ogni singolo caso, ma c’è una forte base comune. Ecco quindi le norme principali.

    Less is more

    Un concetto che è alla base di molte filosofie di design, soprattutto contemporaneo: meno oggetti, decori, ammennicoli ci sono, più la nostra mente percepirà quello come un luogo sicuro, più facile da “interpretare” perché privo di un eccesso di dettagli.

    La bellezza è simmetria e fluidità

    Il nostro cervello considera bello tutto ciò che è simmetrico, soprattutto se disposto verticalmente. Inoltre, viene apprezzata la disposizione armonica, fluida e logica dell’arredamento. Tutto questo accade perché siamo programmati per “risparmiare” energie, quindi laddove la situazione è facile da capire e analizzare, automatica si associa quel luogo a un posto sicuro e privo di pericoli, ovvero quello che dovrebbe essere la casa.

    No agli spigoli

    Nonostante lo stile industriale sia di gran moda, con le sue linee nette e fredde va contro i principi del neurodesign. Infatti, leggiamo un grande quantitativo di spigoli come un pericolo. Per rendere una stanza rilassante e accogliente meglio far prevalere linee curve o oggetti dagli angoli smussati.

    Colori e luci

    Siamo naturalmente attratti dai contrasti, dai colori forti e accesi, ma bisogna saperli calibrare. Bisogna valutare come e dove la mente vada stimolata e quando invece va incentivato il rilassamento dei pensieri. Lo studio delle tinte è personale, poiché segue gusti e indole, ma ha principi comuni di partenza.

    Il benessere poi passa per la luce: protagonista deve essere quella naturale, mentre quella artificiale deve adeguarsi alle diverse ore del giorno. L’ideale è bianca per le stanze frequentate la mattina, mentre quella più gialla è indicata per il pomeriggio e la sera, accompagnando verso il sonno.

    Riconoscibilità

    Un altro elemento da non trascurare è la percezione del singolo dei vari oggetti. Ognuno ha un concetto personale di “casa” inteso propriamente come luogo dell’anima, fatto di sicurezza ma anche ricordi. L’ambiente deve saper rispettare anche il vissuto di chi lo abita, scegliendo un arredamento esteticamente piacevole ma che sa anche dare benessere.