Wabi-sabi: più che uno stile d'arredamento, una vera e propria filosofia di vita

Dimenticate la ricerca ossessiva della perfezione: la filosofia giapponese, sempre più diffusa in Occidente, vuole case minimal e vissute

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La struggente e discreta bellezza del tempo che passa: così si potrebbe riassumere il significato di wabi-sabi, una filosofia che arriva dal Giappone e che sta prendendo sempre più piede anche in Occidente. La sua applicazione estetica nell’ambito dell’arredamento e dell’interior design si rifà ad alcuni principi che dettano le linee guida di un vero e proprio stile di vita all’insegna della naturalità, della naturalezza, della semplicità e dell’accettazione dei difetti e dei segni lasciati dal tempo e dall’usura.
Se già lo stile japandi, ovvero il mix tra design nipponico e scandinavo, è sempre più apprezzato, qua siamo di fronte allo step successivo, dove la casa non è solo minimalista, ma si fa rappresentazione di un modo di intendere l’esistenza, influenzando pratiche e scelte.

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Foto Shutterstock | Followtheflow

Che cos’è il wabi-sabi

I giapponesi hanno molto a cuore il concetto di bellezza ottenuta dall’imperfezione, come dimostra l’arte del kintsugi: per la filosofia Zen, bisogna accettare che tutto cambi e si trasformi, che invecchi acquisendo però fascino e saggezza. Anche gli oggetti con il tempo acquisiscono maggiore personalità perché raccontano come sono stati usati e vissuti. Applicato nella vita, tutto questo si traduce nel saper accettare gli eventi senza ossessioni per la perfezione e la smania di riparare, aggiustare o sostituire.
In particolare, il wabi-sabi si basa su 7 concetti chiave: Kanso (semplicità), Fukinsei (asimmetria o irregolarità), Shibumi (bellezza nella sobrietà), Shizen (naturalezza senza pretese), Yugen (grazia sottile), Datsuzoku (libertà) e Seijaku (tranquillità).

Come arredare

Nella concretizzazione estetica di questo modo di approcciare la vita si scelgono materiali naturali, resistenti e vivi, che assorbono il tempo e si modificano, come il legno, la pietra o il bambù, ma anche i tessuti grezzi in particolare in lino e il cotone. La loro unicità sta nei dettagli irregolari che rendono ogni pezzo particolare. Venature, scheggiature, segni sono tutte caratteristiche vitali.
Anche gli oggetti e gli accessori non devono provenire dalla produzione in serie ma essere creati dalle mani degli artigiani e quindi avere a loro volta piccole imperfezioni che li rendono speciali.

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È poi ovviamente benvenuto tutto ciò che ha già avuto una vita in precedenza: essere già stato maneggiato, aver già arredato una casa darà al complemento o al mobile ancora più fascino. Bisogna scegliere elementi di qualità che garantiscano durevolezza nel tempo: la sostenibilità, il riciclo e la lotta allo spreco sono alla base del wabi-sabi.
L’arredamento in generale è minimale: l’eccesso è una distrazione da ciò che realmente conta, perciò tutto deve essere funzionale e strettamente necessario.
I colori dominanti, infine, sono ovviamente tenui e naturali per diffondere un senso di tranquillità nel nido domestico e stimolare il riposo e la serenità. Via libera dunque ai toni della terra e della sabbia, i grigi e i bianchi della pietra: i colori della natura sono tutti i benvenuti per creare questa oasi di benessere psicologico e fisico, che permetta di ricaricare le energie e ritrovare se stessi in una società sempre più frenetica.
Nella casa wabi-sabi tutto deve essere autentico, come lo spirito di chi la abita, anzi, la vive: accogliere l’imperfezione è la vita verso una felicità fatta di cose semplici ma reali.

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Parole di Carlotta Tosoni

"Una cosa bella è una gioia per sempre" diceva John Keats. Provo ad applicare questi versi nella pratica cercando e studiando tutto ciò che è esteticamente e intellettualmente interessante. Infatti arte, bellezza e comunicazione sono sempre stati la mia guida nello studio, nel lavoro e nella vita: ricercare contenuti validi da esprimere in maniera piacevole e da comunicare efficacemente. Solo così si può provare a cambiare le cose. La mia formazione è stata economica e artistica, la scrittura il mio mezzo preferito per raccontare il mondo, le mie passioni la storia dell’arte, il beauty, lo sport. Dal 2020, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.