London Design Festival 2022: cosa ci è piaciuto di più

Cosa ci ha colpito dell'edizione 2022 del London Design Festival? Non vi resta che scoprirlo continuando a leggere!

Global Design Forum a Londra

Foto London Design Festival

Il London Design Festival 2022 ha chiuso i battenti e per noi è giunto il momento di tirare le somme e scegliere cosa ci è piaciuto di più tra le tendenze che abbiamo visto durante la rassegna britannica.

Marmo, la pietra naturale con un fascino senza tempo

sedute in marmo girevoli di sabine marcelis
Foto London Design Festival | sedute di marmo girevoli colorate

Sabine Marcelis ha conquistato St Giles Square con un’installazione interattiva con sedili girevoli in pietre naturali e marmo dai colori contrastanti. Con l’ architettura brutalista di Centrepoint come sfondo, i pezzi di Marcelis invitano le persone a fermarsi e giocare, utilizzando lo spazio pubblico in modi nuovi. Rimarranno in situ fino a novembre.

Il salotto è sempre più flessibile

salotto arredato con divani renè Meridiani
Foto Meridiani

Dinamismi visivi racchiusi in forme organiche prendono vita attraverso un’alta lavorazione artigianale. Sono queste le linee espressive del nuovo divano René disegnato da Andrea Parisio per Meridiani che abbiamo visto alla London Design Week. Non solo comfort ma grande flessibilità compositiva è quello che caratterizza questa composizione di arredi perfetto per stanze fluide nella casa contemporanea.

Meno plastica, più futuro al London Design Festival 2022

Come già detto alla vigilia di questo importante appuntamento, tra gli argomenti più interessanti e attuali dell’edizione 2022 della London Design Week c’è stato l’ambiente e il rapporto dell’uomo con il pianeta.

London Design Festival, Plasticity installazione di Niccolo Casas
Foto Niccolo Casas

In un mondo sempre più colmo di rifiuti plastici, l’installazione Plasticity disegnata da Niccolò Casas (che tra l’altro abbiamo già visto alla Biennale di Venezia) ha dato modo di riflettere sulla possibilità di trasformare un materiale di scarto dannoso per l’ambiente in qualcosa di diverso. La scultura stampata in 3D da Nagami è composta con Ocean Plastic®, rifiuti di plastica marina recuperati da Parley for the Oceans.

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Parole di Kati Irrente

Giornalista per passione, scrive per il web dal 2008 spaziando da argomenti di cronaca e attualità alle ultime tendenze in fatto di lifestyle. Addicted del vivere green e della buona cucina, divide il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d’autore.