Mobili in legno
Una ‘Spiga’ da Enzyma, la libreria che ruota come i semi di grano
La libreria Spiga è una proposta del marchio Enzyma su un concept del designer di Gianluca Sgalippa che ricalca l’idea, stabilita da un pò, secondo la quale non è detto che il libro debba stare sugli scaffali, nella tradizionale posizione verticale: infatti Spiga ne asseconda tutte le possibili inclinazioni e dimensioni dei libri in un unico elemento esile, quasi invisibile. Si tratta di uno scaffale a forma di L ripetuta che cambia progressivamente angolo di rotazione come fanno i semi della spiga di grano giunta a maturazione.
Guarda le foto e leggi l'articoloI mobili in legno del brand Pirwi
I mobili in legno del brand Pirwi sono da tener d’occhio, il suo segreto sta nella giusta combinazione di processi diversi, con diversi livelli di automazione. Questo permette di produrre a prezzi equi, con un alto grado di assistenza individuale, con processi in cui la precisione assoluta è calcolata da una macchina computerizzata, essenziale per raggiungere gli obiettivi di tempo e di efficienza altrimenti irraggiungibile con i mezzi tradizionali. I materiali sono certificatamente atossici, riciclabili o facilmente biodegradabili e con un ingombro complessivo basso.
Guarda le foto e leggi l'articoloIl tavolo e la poltrona Create di Rietveld, ora anche per bambini
Un’icona del design razionalista diventa un arredo per i bambini: il tavolo e la poltrona Crate, nati negli anni ’30 dal maestro del design Gerrit Rietveld si riducono le dimensioni (2/3 rispetto all’originale) ma non nel fascino. L’architetto avanguardista e designer olandese, tra i primi ad interessarsi alla produzione industriale del mobile, ha prodotto con pochi pezzi di tavola di legno di faggio un oggetto è entrato nella storia del design sotto l’influenza del movimento artistico De Stijl (di qui l’idea di combinare forme pure e colori primari). Rietveld realizza l’archeticpo del tavolo e della poltrona: si tratta dei primi mobili ideati a partire da semplici casse in legno di recupero.
Guarda le foto e leggi l'articoloIl negozio di design Hay House, tappa obbligata a Copehagen
Una visita a Copenaghen non può concludersi senza passare dal negozio di design Hay House, che raccoglie il meglio della produzione nordica, in un ambiente sobrio che è esso stesso un buon esempio di showroom che è una tappa obbligata, disegnato da un sapiente mix di esposizione lowcost ed estetica purista di grande eleganza. Un negozio molto bello dedicato al design contemporaneo danese che è situato in un edificio storico affacciato su Strøget, la via pedonale principale della città. E’ possibile che vi ci perdiate dentro e che il tempo vi passi senza che ve ne accorgiate per il numero di proposte di qualità in tutti i campi del design, dalle sedie alle lampade, tappeti, tavoli, e articoli da regalo e gadget vari.
Guarda le foto e leggi l'articoloMobili di ecodesign da Fin Art Co in Colorado
A Denver in Colorado si trova una delle aziende produttrici di mobili di ecodesign più interessanti del momento, si chiama Fin Art Co ed è nata quando gli amici d’infanzia Rob McGowan e Ben Olso, dopo esseresi laureati si sono trovati di fronte a un problema sempre più comune: “Non abbiamo i soldi per permetterci il design moderno che ci piace” ha detto McGowan “Così abbiamo deciso di provare a costruirlo con le nostre mani“. Con una formazione basica sul design hanno iniziato improvvisando un divano, hanno preso in prestito una sega a mano e un trapano e si sono messi a lavorare in giardino.
Guarda le foto e leggi l'articoloMobile contenitore di Macmamau ispirato agli anni sessanta
Mactattoo è un mobile contenitore del marchio italiano Macmamau: un blocco allungato, con quattro cassetti, la cui linea si ispira ai pezzi di arredo di matrice nordeuropea, molto in uso negli anni sessanta, come ben si vede dalle gambe geometriche inclinate. Un progetto nostalgico, che vuole rendere omaggio agli oggetti di un quotidiano ormai sbiaditi dal tempo, che adesso popolano mercatini di rione e prestigiosi showroom nelle capitali del mondo. La sua struttura esterna è in mdf laccato, i cassetti sono in multistrato di betulla, le esili gambe in resistente metallo. L’ assemblaggio del pezzo con incastri a 45°, permette di inserire il Mactattoo al centro di un ambiente potendo goderne le sue qualità estetiche a tutto tondo, piuttosto che addossato ad una parete.
Guarda le foto e leggi l'articoloHermès apre il suo primo show room Maison in Italia
E’ in Via Pisoni 2 il primo show room Hermès Maison in Italia. Uno spazio di 150 mq, situato all’angolo con Via Manzoni e le cui vetrine danno sulla strada ma ben protette da una greca in acciaio che stimolano l’occhio con un vedo-non-vedo a voler entrare e scoprire una serie di mobili dai colori e rifiniture Hemès, lussuosamente assemblati ma con quel gusto raffinato che si addice ad una scelta di materiali nobili ben trattati; la pietra beige utilizzata per il pavimento ed il parquet in bamboo che riveste le scale e gli ambienti del piano rialzato. Ed un segno distintivo, il sottile “Fil Orange” luminoso che scorre lungo il pavimento del corridoio per risalire sulla parete di fondo sino al soffitto. Il progetto è stato affidato ed è firmato da RDAI; studio di architettura parigino, lo stesso che è responsabile del concept delle boutique di Hermès nel mondo.
Guarda le foto e leggi l'articoloAntonia Jannone presenta la collezione di “tavolini” by Michele De Lucchi
Antonia Jannone accoglie nella sua galleria una mostra molto speciale, dedicata ai diciannove “tavolini” e ai disegni preparatori di Michele De Lucchi. In primo piano il ritratto dell’architetto by Giovanni Gastel. Michele De Lucchi, un architetto di grande spessore, uno dei protagonisti di Alchymia e Memphis che negli anni ha sviluppato idee e progetti per le più importanti industrie italiane come Artemide, Olivetti, Alias, Unifor. Ma anche ristrutturato edifici come quello per Enel.
Guarda le foto e leggi l'articoloUna poltroncina ispirata all’ icona del design moderno di Gerrit Rietveld
E’ dichiaratamente ispirata a una delle icone che hanno fatto la storia del design moderno, la celebre “Red and Blue Chair” (il capolavoro di design di Gerrit Rietveld) e lo dimostra fin dal nome la poltroncina “Mr. Rietveld” ideata dal designer taiwanese Chi Hsiao-En. Dell’iconico progenitore, il nuovo progetto conserva la divisione cromatica e geometrica mentre le linee, non solo rette, richiamano “Circle”, un modello tipico della tradizione dell’arredo cinese. Il risultato finale è un ibrido molto affascinante che non sfigura davanti alle produzioni del movimento De Stijl, con un aspetto moderno e tradizionale insieme che suggerisce nuove linee guida per sviluppare le idee più conservatrici del design.
Guarda le foto e leggi l'articoloLes Curieuses, materiali nobili e design minimal parigino
Nell’appassionata ricerca di ciò che riesce a stupire e a distinguersi, mi sono sempre chiesta se nel terreno del minimal, esistessero brand, designer o creazioni che risaltassero per inconsuetudine e cosa le rendesse a null’altro simili. Credo sia proprio nelle forme essenziali che si riveli il talento e un esercizio di stile non semplice da applicare; se queste riescono a rimanere impresse nella memoria dei nostri desideri e hanno l’arte di introdursi nelle nostre case con semplicità e discrezione seppur con un’impronta incisiva.
Guarda le foto e leggi l'articoloLa riedizione di un classico del design, la sedia da bistrot Thonet n.14
Quando la novità è la riedizione di un classico del design c’ è quasi sempre da temere perchè, dipende da quale sia il riferimento, è probabile che si rimanga delusi e non si regga il confronto. La nuova versione della classica Thonet n.14, la sedia da bistrot per eccellenza, quella che tutti gli amanti del design hanno identificato da oltre un secolo con la produzione del celeberrimo marchio austriaco, invece, nasce dall’impulso di rinnovarne il design a favore di una maggiore facilità produttiva, lasciando intatto il fascino dell’originale e anzi sorprendendo come poche linee, bastino a dare nuovo lustro a un modello che sembrava datato….questo è design!
Guarda le foto e leggi l'articoloKengo Kuma realizza un caffè che è un padiglione di vetro e legno
L’archistar giapponese Kengo Kuma, con studio a Tokyo realizza il ‘caffè Kureon’ a Toyama. Si tratta di un padiglione circondato da un un prato, un ristorante di 197 mq di superfice sembra galleggiare sul suolo. La sala da pranzo è contenuta all’interno di una scatola di vetro chiusa e l’esterno è avvolto con lunghezze di incastro di legno. Secondo il modello dell’architettura tradizionale giapponese, senza alcuna connessione a mezzo di viti o chiodi, gli elementi lignei vengono posti gli uni sopra gli altri, costruendo una catasta che risulta essere semitrasparente. Ne risulta un progetto leggero, che più che di legno, si costituisce di materiali ‘immateriali’ come lo sono il vetro e la luce. Di sera, questo ristorante sembra una lanterna accesa, calda e accogliente.
Guarda le foto e leggi l'articoloLa libreria Anta-gonista nasce dal marchio umbro Sedital
Sedital, marchio umbro che opera nel settore arredamento in legno da oltre trentanni, conosciuta dopo la partecipazione al MACEF del settembre 2010, propone l’interessante progetto Anta-gonista dopo lo studio di vari concept della libreria. “Le librerie sono un pò come le sedie, ce ne sono talmente tante che forse è meglio disegnare qualcos’altro!” dichiara Andrea Pasucci, designer per Sedital. Ne sono state disegnate veramente tante e probabilmente, dopo la sedia e la lampada, si tratta dell’oggetto di design più studiato, eppure, la ricerca di nuovi e interessanti concept ha portato al risultato di questo modello, anta-gonista, in cui il designer ha cercato di utilizzare un segno molto semplice eppure ricco di carattere, com eil Made in Italy sa fare.
Guarda le foto e leggi l'articoloIl lancio del tavolo ‘Gola’ dal nuovo marchio Enzyma
Il lancio della collezione di arredi con il nuovo marchio Enzyma comprende, fin dall’inizio, un discreto numero di modelli appartenenti a varie tipologie: cabinet, tavoli, sideboard, tappeti e librerie. Tuttavia, il tavolo “Gola”, disegnato da Gianluca Sgalippa, viene scelto come il modello più rappresentativo di quel nuovo mondo progettuale. “Gola” è formato da due ali asimmetriche in legno curvato. La superficie della “gola” parte da una tinta unita (in questo caso viola), ma la tonalità sfuma verso il bianco-gesso man mano che, curvandosi, esce sul piano orizzontale.
Guarda le foto e leggi l'articoloMilano, Atelier du Projet, incontrarsi per un’idea
Vengo letteralmente trascinata da un’amica a visitare il negozio di abiti di Barbarella. Di fronte, in Via San Carpoforo, 3 a Milano Barbarella in persona ha aperto uno spazio dedicato all’interior: Atelier du Projet.
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