Sfratti addio: adesso puoi opporti anche se sei moroso e persino verbalmente

Anche agli sfratti si può opporre: ci sono casi in cui, anche se morosi, si può avviare una procedura per bloccare lo sfratto. Ecco cosa dice la legge.

Gli sfratti sono da sempre temuti dagli affittuari che, magari, per qualche difficoltà non riescono a pagare l’affitto con regolarità. In diritto, si tratta di un atto giuridico grazie al quale il locatore può richiedere che gli venga riconsegnato l’immobile.

Quello che non tutti sanno è che la legge prevede per l’inquilino la possibilità di opporsi all’istanza di sfratto, andando a specificare, caso per caso, quali sono le contestazioni che lo stesso può muovere nei confronti del locatore.

Come opporsi allo sfratto: la legge parla chiaro

Lo sfratto può avvenire in caso di morosità e quando il contratto di locazione è giunto al termine. In quest’ultimo caso, ovviamente, il provvedimento viene richiesto alla scadenza del contratto. Nel primo caso, il provvedimento può essere richiesto in qualunque momento se l’affittuario è inadempiente, ad esempio, all’obbligo di pagamento per due mensilità della cifra concordata.

Chiavi di casa in affitto
Lo sfratto può essere richiesto in qualunque momento – designmag.it

Oltre all’ordinanza che prevede il rilascio dell’immobile, il proprietario di quest’ultimo può domandare un decreto ingiuntivo che preveda, per l’appunto, anche il recupero dei canoni. C’è poi  il caso in cui il locatore potrebbe voler riutilizzare il proprio immobile per questioni di necessità – che siano indicate dalla legge – per cui si verifica lo sfratto per necessità.

Quando non si paga la mensilità di affitto – come detto – il proprietario di casa può richiedere lo sfratto per morosità. È, però, possibile opporsi allo sfratto per morosità, contestando la cifra richiesta da parte del proprietario della casa in affitto. Il locatore potrebbe, infatti, dimostrare di avere un credito o provare che la morosità dichiarata, in realtà, non sussiste.

L’inquilino potrebbe dimostrare che non vi è morosità, perché questa è stata sanata. È possibile, infatti, mostrare che i pagamenti sono avvenuti e che sono degli importi corretti. L’affittuario potrebbe, inoltre, dimostrare di essere creditore nei confronti del locatore. In questo caso, avverrà la compensazione dei debiti tra i due. Potrebbe anche essere contestata la somma richiesta all’inquilino, da parte del proprietario.

Ad ogni modo, l’opposizione può essere presentata da parte dell’inquilino – anche verbalmente – o da un avvocato, il giorno dell’udienza fissata per convalidare lo sfratto. In questo caso si va a modifica la proceduta in giudizio di cognizione bloccando, di fatto, il recupero dei canoni che non sono stati pagati.

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