Bonus acqua potabile: ecco come avere un depuratore praticamente gratis

Il Bonus acqua potabile rappresenta un’opportunità concreta per migliorare la qualità dell’acqua che consumiamo quotidianamente risparmiando cifre considerevoli.

Questa agevolazione fiscale, introdotta dal governo italiano, permette di ottenere un rimborso significativo per l’acquisto e l’installazione di sistemi di depurazione domestici. L’incentivo nasce dall’esigenza di ridurre il consumo di plastica monouso e promuovere abitudini più sostenibili, eliminando la necessità di acquistare acqua in bottiglia.

Il bonus non ha limiti di reddito, risultando quindi accessibile a tutti i cittadini residenti in Italia, siano essi privati, enti pubblici o aziende. Grazie a questa misura, installare un depuratore domestico diventa convenientissimo, con la possibilità di recuperare gran parte della spesa sostenuta attraverso un rimborso che può arrivare a coprire fino al cinquanta percento del costo totale dell’impianto.

Requisiti e funzionamento del rimborso

Il meccanismo del Bonus acqua potabile prevede un rimborso calcolato su una percentuale delle spese documentate per l’acquisto e l’installazione del depuratore. Per accedere all’agevolazione non esistono vincoli legati al reddito familiare, il che rende questa misura davvero universale e democratica.

Possono beneficiarne privati cittadini che installano il depuratore nella propria abitazione, ma anche esercizi commerciali, bar, ristoranti e pubblici esercizi che vogliono offrire acqua depurata ai propri clienti. Il rimborso copre diversi tipi di dispositivi: dai sistemi di filtrazione a osmosi inversa, ai depuratori a carboni attivi, fino ai mineralizzatori e agli addolcitori.

Un operaio che sta installando un depuratore sotto il lavandino
Requisiti e funzionamento del rimborso – designmag.it

L’importo massimo rimborsabile viene stabilito annualmente e può variare in base alla tipologia di impianto installato. Per ottenere il beneficio è fondamentale che l’impianto sia effettivamente installato e funzionante al momento della richiesta, e che soddisfi tutti i requisiti tecnici previsti dalla normativa. Il depuratore deve inoltre essere certificato e conforme agli standard di sicurezza europei, garantendo così un’effettiva qualità dell’acqua erogata.

Documentazione necessaria e tempistiche

La procedura per richiedere il rimborso richiede particolare attenzione nella raccolta e nella presentazione della documentazione corretta. Tra i documenti indispensabili figura innanzitutto la fattura d’acquisto del depuratore, che deve riportare chiaramente la descrizione del prodotto, il codice fiscale dell’acquirente e tutti i dati fiscali del venditore.

Occorre poi la dichiarazione di conformità dell’impianto, rilasciata da un tecnico abilitato che certifica il corretto funzionamento del sistema secondo le normative vigenti. In alcuni casi può essere richiesto anche un certificato di installazione professionale. Tutti i pagamenti devono essere tracciabili, quindi effettuati tramite bonifico bancario, carta di credito o altri strumenti che permettano la verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Le tempistiche di rimborso variano generalmente tra trenta e sessanta giorni lavorativi dalla presentazione della domanda completa. Il consiglio è di conservare sempre copie di tutta la documentazione inviata per eventuali controlli futuri. L’accredito avviene direttamente sul conto corrente indicato nella richiesta, rendendo il processo trasparente ed efficiente per tutti i beneficiari dell’agevolazione.

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