La texture plissettata sta vivendo una straordinaria rinascita nel panorama del design contemporaneo, affermandosi come elemento distintivo capace di unire tradizione artigianale e innovazione materica.
Questo ritorno alle pieghe geometriche non rappresenta una semplice nostalgia vintage, ma una reinterpretazione colta che valorizza la tridimensionalità, il gioco di luci e ombre, la raffinatezza dei volumi. Dalle lampade ai complementi d’arredo, dai tessuti alle superfici architettoniche, il plissé si impone come linguaggio espressivo trasversale, capace di dialogare con materiali eterogenei e stili progettuali differenti.
La sua forza risiede nella capacità di trasformare superfici piatte in sculture dinamiche, creando profondità visiva e movimento attraverso il semplice gesto della piega. Un fenomeno che coinvolge designer affermati e marchi iconici, tutti accomunati dalla volontà di riscoprire questa tecnica millenaria per dare vita a oggetti carichi di personalità.
Dalla moda all’interior design: l’evoluzione di una tecnica antica
Il plissé nasce nella sartoria come tecnica di lavorazione tessile, utilizzata per creare movimento e volume nei capi d’abbigliamento attraverso pieghe regolari e permanenti. Le sue origini risalgono all’antico Egitto, dove tessuti plissettati adornavano le vesti dei faraoni, simbolo di status e raffinatezza. Nel corso dei secoli, questa lavorazione ha attraversato mode ed epoche, raggiungendo l’apice dell’eleganza negli anni Venti del Novecento con abiti fluidi e sensuali, per poi diventare iconica con le creazioni di stilisti visionari come Issey Miyake negli anni Ottanta.

La transizione dal mondo della moda a quello del design d’interni è avvenuta gradualmente, quando progettisti illuminati hanno intuito le potenzialità espressive della plissettatura applicata a materiali rigidi. Oggi il plissé nel design non imita semplicemente la tecnica tessile, ma la reinterpreta attraverso vetro curvato, metallo piegato, legno intagliato e ceramica modellata. Questa evoluzione ha permesso di conservare l’essenza ritmica della piega, trasformandola in elemento strutturale capace di definire la forma stessa dell’oggetto.
Materiali innovativi e applicazioni contemporanee del plissé
I designer contemporanei stanno esplorando le infinite possibilità del plissé attraverso abbinamenti materici inediti, creando contrasti sorprendenti tra leggerezza visiva e solidità strutturale. Il vetro satinato viene termoformato per creare paralumi che diffondono la luce con delicatezza, mentre l’alluminio verniciato si piega in geometrie complesse per basi di tavoli e strutture portanti.
Il legno massello, tradizionalmente associato a superfici lineari, viene lavorato con scanalature ritmiche che esaltano le venature naturali, creando un dialogo affascinante tra organicità del materiale e rigore geometrico della lavorazione. Particolarmente interessante è l’utilizzo di tessuti tecnici fonoassorbenti plissettati, che trasformano elementi d’arredo in soluzioni performative per il controllo acustico degli spazi.
Nelle applicazioni più audaci, il marmo stesso viene scolpito con motivi a scanalatura che richiamano le colonne classiche, fondendo riferimenti architettonici storici con sensibilità estetica contemporanea. Questa versatilità materica rende il plissé adatto a ogni ambiente: dalle lampade che creano atmosfere soffuse nelle zone living, ai mobili contenitori che aggiungono dinamismo visivo alle camere da letto, fino ai divisori tessili che definiscono aree funzionali negli spazi di lavoro collaborativo, dimostrando come una tecnica antica possa rispondere perfettamente alle esigenze dell’abitare moderno.






