Il panorama energetico italiano si prepara a una trasformazione significativa che potrebbe alleggerire il peso delle bollette per milioni di famiglie.
La proposta legislativa avanzata dal Partito Democratico prevede il ritorno dello Stato come fornitore diretto di energia elettrica attraverso un Acquirente unico pubblico, controllato dal Ministero dell’Economia. L’obiettivo è chiaro: garantire tariffe più accessibili e proteggere le fasce di popolazione più esposte al caro energia.
Dopo anni di liberalizzazione del mercato, questa iniziativa rappresenta un cambio di rotta che mira a bilanciare le logiche di mercato con la necessità di tutela sociale, offrendo un’alternativa concreta ai fornitori privati per chi si trova in difficoltà economica.
Una platea ampliata: chi potrà beneficiare delle nuove tutele
La novità più rilevante riguarda l’estensione dei beneficiari che potranno accedere al servizio pubblico di fornitura energetica. Attualmente le tutele sono riservate a categorie ben definite: ultra settantacinquenni, persone con disabilità, beneficiari di bonus sociali, residenti nelle isole minori non connesse alla rete nazionale e chi vive in abitazioni di emergenza.
La proposta mantiene questi requisiti ma introduce un’importante innovazione che potrebbe coinvolgere diversi milioni di famiglie italiane.

Verrebbe infatti introdotta una soglia ISEE di 20.000 euro, che salirebbe a 30.000 euro per i nuclei familiari con più di tre figli a carico. Questa misura rappresenterebbe una vera rivoluzione nell’approccio alle politiche energetiche del Paese, spostando l’attenzione dalla tutela esclusiva dei soggetti più fragili alla protezione di una fascia molto più ampia di popolazione.
Il ceto medio-basso italiano, da tempo schiacciato dal peso delle bollette energetiche, troverebbe finalmente una forma di protezione concreta contro le oscillazioni spesso imprevedibili del mercato libero.
Tre misure per rivoluzionare il sistema: dall’Acquirente unico alle energie rinnovabili
L’emendamento proposto si articola in tre interventi complementari che compongono una strategia organica di riforma del settore energetico. Il primo pilastro prevede l’istituzione dell’Acquirente unico statale, una società pubblica che agirebbe come fornitore diretto per le famiglie vulnerabili e per quelle rientranti nei nuovi parametri ISEE.
Questo soggetto avrebbe un potere contrattuale superiore rispetto ai singoli consumatori, potendo negoziare condizioni più vantaggiose sul mercato all’ingrosso dell’energia.
Il secondo intervento riguarda la riapertura dei termini per accedere al servizio di tutele graduali, attualmente chiuso dal 30 giugno 2025 e destinato a cessare definitivamente a marzo 2027. La proposta consentirebbe nuove adesioni fino alla fine del 2025 e prolungherebbe il servizio fino a marzo 2028.
Il terzo elemento guarda al futuro della sostenibilità ambientale: vengono previsti incentivi per spingere le imprese a sottoscrivere contratti a lungo termine per l’acquisto di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo ambizioso che entro il 2030 almeno il 65% dell’energia provenga da fonti pulite, contribuendo così alla transizione ecologica nazionale e agli impegni climatici europei.






