Soluzioni anti-afa: il segreto per sfruttare le tende oscuranti ed evitare l’effetto serra

Tenere la finestra aperta dietro una tenda oscurante nelle ore più calde non rinfresca la stanza: la trasforma in un forno a convezione.

Nel 1979 il Dipartimento dell’Energia americano pubblicò uno studio sulla gestione termica passiva degli edifici residenziali che conteneva un dato controintuitivo: le abitazioni con tende oscuranti installate correttamente registravano temperature interne mediamente di 6-8 gradi inferiori rispetto a quelle senza schermatura, ma solo a condizione che le finestre rimanessero chiuse durante le ore di massima insolazione. Le abitazioni in cui le finestre venivano tenute aperte con le tende accostate mostravano temperature interne più alte rispetto a quelle senza nessuna schermatura. Non è un risultato intuitivo, ed è esattamente per questo che quasi nessuno lo applica.

La logica comune dice che l’aria che circola rinfresca. È vero, ma solo quando l’aria esterna è più fredda di quella interna. Nelle ore centrali di una giornata estiva con temperature esterne di 34-36 gradi, aprire le finestre non introduce frescura: introduce aria calda che si somma a quella già presente. Se dietro quella finestra aperta c’è una tenda oscurante, il problema si moltiplica.

L’intercapedine che si trasforma in forno

Quando una tenda oscurante viene accostata con la finestra aperta durante le ore di punta del calore, si crea uno spazio chiuso tra il tessuto e il vetro. L’aria calda esterna entra, si intrappola in quell’intercapedine e non riesce a circolare. Il tessuto oscurante, che assorbe la radiazione solare e trattiene il calore, inizia a scaldarsi fino a raggiungere temperature superficiali di 40-50 gradi nei casi più estremi. A quel punto si comporta esattamente come un termosifone: cede il calore accumulato all’ambiente interno per irraggiamento, alzando la temperatura percepita anche quando l’aria della stanza sembra ferma.

Questo fenomeno ha un nome nei manuali di fisica termica degli edifici: effetto radiante da superficie calda. Non è esclusivo delle tende oscuranti, si produce con qualsiasi superficie che assorba calore e si trovi a contatto con l’aria interna. La differenza è che una tenda ha una superficie molto estesa, spesso corrispondente all’intera parete finestrata, e irradia su tutto l’ambiente in modo uniforme.

I tessuti oscuranti di qualità come quelli della serie Natté di Mermet, con fattore solare certificato fino al 3%, o i tessuti Blackout Screen di Sunbrella, sono progettati per riflettere la radiazione solare verso l’esterno e non assorbirla. Ma questa proprietà funziona solo quando il tessuto è esposto direttamente alla radiazione con la finestra chiusa. Con la finestra aperta, il meccanismo si inverte: il tessuto riceve il calore dall’aria calda che circola nell’intercapedine e lo rilascia verso l’interno.

 

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La gestione oraria che cambia tutto

Il principio base della ventilazione passiva estiva si chiama free cooling ed è applicato da decenni nella progettazione bioclimatica degli edifici. Funziona così: si accumula fresco nelle ore notturne e mattutine aprendo tutto, e si sigilla l’involucro edilizio durante le ore calde per conservare quel fresco il più a lungo possibile.

In termini pratici, la finestra con tenda oscurante dovrebbe seguire una sequenza precisa. Dalle prime ore del mattino fino a circa le 8-9, finestre aperte senza tenda: l’aria fresca notturna viene ancora mantenuta e il sole non scalda ancora le superfici. Tra le 9 e le 19, in funzione dell’esposizione, finestre chiuse e tende completamente tirate: doppio strato isolante, nessuna infiltrazione di aria calda. Dalle 19-20 in poi, quando la temperatura esterna scende sotto quella interna, si riapre tutto per il ricambio notturno.

L’esposizione della stanza cambia la finestra temporale. Una stanza esposta a est riceve il sole mattutino e va schermata presto, ma può essere aperta già dal pomeriggio. Una stanza esposta a ovest riceve il sole nel pomeriggio e va schermata dalle 13 in poi, ma può essere aperta la mattina senza problemi. Le stanze a sud richiedono schermatura continua per tutto il periodo centrale della giornata, dalle 10 alle 18 almeno.

Non tutte le tende oscuranti lavorano allo stesso modo

Il mercato delle tende tecniche per uso residenziale è molto più articolato di quanto suggeriscano i prodotti generici venduti nei negozi di arredamento. La differenza tra un tessuto oscurante base e uno tecnico di qualità si misura con due valori: il fattore solare, che indica la percentuale di energia solare totale bloccata, e il coefficiente di trasmissione termica, che misura quanta energia termica passa attraverso il tessuto.

I tessuti con rivestimento acrilico bianco sul lato esterno, come la serie Obscura di Kvadrat, riflettono una quota maggiore di radiazione solare rispetto ai tessuti scuri o colorati. Il colore del lato che guarda verso la finestra è più importante di quello che guarda verso la stanza: un tessuto chiaro all’esterno e scuro all’interno performa meglio termicamente di uno scuro su entrambi i lati. È un dettaglio che i rivenditori raramente comunicano e che fa una differenza misurabile di 2-3 gradi sulla temperatura superficiale del tessuto.

Non tutte le tende oscuranti lavorano allo stesso modo
Non tutte le tende oscuranti lavorano allo stesso modo – designmag.it

Le tende a rullo installate il più vicino possibile al vetro, con pochissimo spazio nell’intercapedine, funzionano meglio di quelle montate distanti dalla finestra. Meno spazio c’è per l’aria calda di accumularsi, meno il tessuto si scalda. I sistemi a binario laterale, che sigillano i bordi della tenda alla parete, eliminano quasi completamente le infiltrazioni di aria calda dai lati e aumentano l’efficienza termica in modo sensibile.

Tende oscuranti e condizionatore: il rapporto che nessuno calcola

Uno studio dell’ENEA del 2021 sulla gestione estiva degli edifici residenziali italiani stima che una corretta schermatura solare delle superfici vetrate riduce il carico termico estivo di un appartamento del 20-30%, con una riduzione equivalente dei consumi del condizionatore. Non è un risparmio trascurabile: su una bolletta estiva media, può tradursi in 40-60 euro al mese in meno.

Il condizionatore e la tenda oscurante lavorano in sinergia solo se la tenda è gestita correttamente. Un condizionatore che raffredda una stanza con le finestre chiuse e le tende tirate mantiene la temperatura con cicli di accensione brevi e consumi contenuti. Lo stesso condizionatore in una stanza con le finestre aperte e le tende accostate lavora in continuo perché il carico termico è troppo alto per essere compensato: raffredda l’aria che viene immediatamente riscaldata dalla tenda irraggiante e dall’infiltrazione di aria calda esterna.

Le veneziane esterne, le persiane e i sistemi di schermatura montati all’esterno del vetro restano la soluzione più efficace in assoluto, perché bloccano la radiazione solare prima che raggiunga il vetro. Ma per chi vive in appartamento senza possibilità di installare schermature esterne, una tenda oscurante interna gestita con la sequenza oraria corretta si avvicina abbastanza ai risultati. La differenza non è nel prodotto: è nel metodo.

Una tenda oscurante comprata bene e usata male è semplicemente un tendaggio costoso. La stessa tenda, con le finestre chiuse nelle ore giuste, è un sistema di climatizzazione passiva che non consuma niente e non fa nessun rumore.

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