Riscaldamento a pavimento: guida ai pro e contro

Il riscaldamento a pavimento elettrico o ad acqua è uno degli impianti più richiesti nell'ultimo periodo. Scopriamo allora come funziona, i pro e i contro, gli svantaggi e i prezzi per una scelta consapevole e ben studiata.

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    riscaldamento a pavimento pro e contro

    Il riscaldamento a pavimento, chiamato anche sistema a pannelli radianti, veniva già utilizzato nelle dimore negli anni ’50 e ’60. Oggi questa tipologia di riscaldamento, che è stata migliorata e risulta molto più efficace rispetto a un tempo, è ampiamente richiesta, soprattutto in fase di ristrutturazione. Ovviamente come per tutti i tipi di riscaldamento, esistono dei pro e dei contro. Quindi per fare una scelta ideale vanno considerate le proprie esigenze e il proprio stile di vita. Scopriamone di più.

    Com’è fatto un riscaldamento a pavimento ad acqua

    Quali sono i pro e contro del riscaldamento a pavimento? Partiamo con il chiarire che esistono diversi tipi di riscaldamenti a pavimento. Nel caso di impianto ad acqua abbiamo una rete di tubazioni poste sotto il pavimento, debitamente alloggiate, che irradiano calore uniformemente dal basso verso l’alto. L’impianto può essere fotovoltaico o termico, alimentato da una caldaia o una pompa di calore.

    Gli elementi che compongono questo impianto sono, oltre alle tubazioni, i pannelli isolanti in polistirolo o sughero, un foglio impermeabile di PVC rigido contro l’umidità, uno strato di massetto in calcestruzzo che irradia il calore. Ovviamente, come detto, c’è bisogno della caldaia e di valvole per aprire e chiudere il flusso di acqua nelle tubazioni.

    Com’è fatto un riscaldamento a pavimento elettrico

    Nel caso di riscaldamenti a pavimento elettrici sotto al pavimento non avremo tubi ma resistenze elettriche. Questi fili molto sottili saranno collocati direttamente sotto il pavimento e non prima del massetto. La pavimentazione può essere fatta sia con legno (parquet) che con piastrelle.

    Come funziona?

    riscaldamento a pavimento come funziona
    Foto Shutterstock | Vladeep

    Che si tratti di riscaldamento a pavimento ad acqua o elettrico, l’impianto funziona allo stesso modo, cioè il calore, attraverso i pannelli isolanti posti in maniera adeguata, si distribuisce in modo omogeneo e in maniera ottimale in tutte le stanze della casa. L’intera casa viene riscaldata in modo uniforme. I consumi si riducono: l’acqua calda di un riscaldamento a pavimento ha infatti una temperatura compresa tra i 30 e i 40 gradi (contro i 70 dei tradizionali impianti a radiatori). Anche nel caso di impianto elettrico si ha meno consumo di energia.

    Pro e contro del riscaldamento a pavimento

    Il riscaldamento a pavimento è uno degli impianti di riscaldamento maggiormente richiesti negli ultimi anni, complici anche le convenienti detrazioni fiscali e la maggiore competenza tra gli installatori. Ma quali sono i pro e contro del riscaldamento a pavimento? Cominciamo con i vantaggi:

    • Rendimento termico elevato e maggiore uniformità del calore.
    • Aumentato comfort e benessere in casa.
    • Minore produzione di polveri e muffe.
    • Risparmio dei consumi energetici (20-30% in meno rispetto a un impianto di riscaldamento tradizionale).
    • Nel caso di impianto ad acqua si può usare anche per il raffrescamento della casa.

    Inoltre ci sono altri fattori positivi che vanno evidenziati nella posa di un impianti di riscaldamento a pavimento, ossia:

    • Minore necessità di manutenzione, quindi più durata dell’impianto.
    • Possibilità di variare la temperatura in ogni stanza grazie ai termostati.
    • Uso di energie rinnovabili eco-friendly.
    • Maggiore possibilità di arredamento, in quanto le pareti sono prive di radiatori.

    A questo punto abbiamo visto le caratteristiche positive, e ora proseguiamo con le criticità e gli svantaggi del riscaldamento a pavimento:

    • Costo iniziale elevato (+ 30-50% anche se ammortizzabile dai risparmi d’uso nel tempo).
    • Durata dell’accensione: ha bisogno di almeno un giorno per arrivare a temperatura e dev’essere lasciato acceso per riscaldare l’ambiente in maniera costante.
    • La pavimentazione va alzata almeno di 5 cm.
    • In caso di guasto alle tubazioni occorre rimuovere parzialmente (o interamente) il pavimento.
    • L’uso dei pavimenti in parquet potrebbe portare a disagi: se non posati a regola d’arte potrebbero sollevarsi.

    I costi di un riscaldamento a pavimento

    I prezzi del riscaldamento a pavimento variano molto a seconda della tipologia di impianto scelta. Diciamo che rispetto ai termosifoni tradizionali, come detto prima, il riscaldamento a pavimento ha un costo iniziale che varia dal 30% al 50% in più. Il costo medio di un’installazione può variare tra le 70 e le 110 euro al metro quadrato.

    Il risparmio energetico nel tempo può essere quantificato in media fino al 35% all’anno rispetto a un impianto tradizionale. La buona notizia è che è possibile rifare la pavimentazione della propria casa con il 110% di Bonus ristrutturazione. Per maggiori informazioni potete consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate. E se non si hanno i requisiti si possono sfruttare comunque le detrazioni al 65% o al 50%.