Nuovo condono edilizio: ecco tutto quello che potrai sanare e quando

Può capitare di fare qualche piccolo lavoro in casa e non essere propriamente nei millesimi che dovevamo rispettare, ecco quindi che facciamo un abuso edilizio.

Ad oggi però, c’è una nuova possibilità, ovvero un condono che ci permette di sanare alcuni aspetti. Prendi nota di cosa si può fare e cosa invece no, è davvero molto importante.

Arriva un nuovo condono edilizio

Nella Legge di Bilancio 2026 il condono edilizio non è stato incluso ma, fortunatamente, questo non vuole dire assolutamente che è stata abbandonata l’idea. Una sanatoria del genere, al momento, non ha trovato il suo spazio nel testo finale della manovra, forse anche per evitare scontri e tensioni.

lavori su di un tetto
Arriva un nuovo condono edilizio-Designmag.it

In Parlamento, infatti, si è approvata una proposta per parlare di regolarizzazioni in un secondo momento. L’obiettivo è quella di metterlo in una riforma, probabilmente nella revisione del Testo unico edilizia o nel Codice delle Ricostruzioni. Si vocifera che la proposta ha come validità tutta la nostra penisola, quindi anche chi in passato ha già fatto una sanatoria.

Quindi, parliamo di abusi commessi, entro una certa data, anche in zone a soggetto di vincoli paesaggistici o ambientali, svincolando un numero incredibile di immobili che sono in una sorta di fermo burocratico. Ma non solamente, perché si sta pensando ad una misura che prevede di sanare tutto quello che è stato costruito fino al 30 settembre 2025, ma con criteri diversi.

Parliamo, infatti, di lievi difformità interne, sbloccando le compravendite per problemi relativi a tettoie, verande, o balconi. Un punto importante riguarda anche la “doppia conformità asincrona”. Ovvero, al momento se vogliamo sanare un abuso dobbiamo rispettare sia le norme vigenti in questo momento, che nell’anno di costruzione.

Motivo per il quale rende sanabili alcuni interventi che riguardano le norme antisismiche che solamente negli ultimi 20 anni sono cambiate in modo radicale. In questo modo si potrebbero sbloccare numerose pratiche ferme negli uffici. Ma in che tempi si prevede tutto questo? Diciamo che prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ci vuole ancora un bel po’.

Unire le leggi regionali con l’integrazione del nuovo Testo Unico richiede passaggi tecnici molto complessi ed una calendarizzazione che ancora non è definita con una totale chiarezza. Quindi, dovremmo attendere ma già solamente il fatto di parlarne ci porta verso una direzione intressante che ci permetterà di avere tutto in regola senza alcun tipo di problema che si possa presentare nel momento in cui cerchiamo di vendere il nostro immobile.

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