Per decenni è stata considerata la pianta delle nonne, relegata in angoli polverosi o dimenticata su vecchi mobili. Eppure, nel 2026 stiamo assistendo a una clamorosa rinascita di questa specie botanica che sembrava destinata all’oblio.
Le nuove generazioni la stanno riscoprendo, trasformandola da simbolo di arredamento datato a protagonista indiscussa del design d’interni contemporaneo. Questa resurrezione verde non è casuale: riflette una crescente consapevolezza dell’importanza del benessere abitativo e un ritorno alla natura dopo anni di minimalismo estremo.
Gli interior designer la definiscono ormai un “must-have”, capace di portare eleganza innata e semplicità negli spazi moderni. Ma cosa ha scatenato questo cambio di rotta? La risposta sta nella combinazione perfetta tra estetica vintage, facilità di cura e benefici concreti per la salute, caratteristiche che oggi vengono valorizzate come mai prima d’ora.
Da pianta dimenticata a star del design sostenibile
Il pothos, con le sue lunghe cascate di foglie verde brillante variegate di giallo, è tornato prepotentemente nelle case italiane dopo anni di completo abbandono. Negli anni ’70 e ’80 era onnipresente, poi è scomparso dalle tendenze per oltre vent’anni, considerato troppo banale e antiquato. Oggi la situazione si è capovolta: questa pianta rampicante viene celebrata proprio per quelle caratteristiche che un tempo la rendevano “comune”.

La sua straordinaria capacità di adattamento la rende perfetta per appartamenti cittadini con poca luce naturale, mentre la manutenzione quasi nulla la trasforma nella scelta ideale per chi lavora tutto il giorno o viaggia frequentemente. Il pothos prospera anche in condizioni di scarsa illuminazione e necessita di annaffiature sporadiche, sopravvivendo tranquillamente anche se dimenticato per settimane.
Dal punto di vista estetico, il suo colore verde brillante si sposa perfettamente con materiali naturali come legno e metallo, creando quel ponte tra modernità e tradizione tanto ricercato nell’arredamento contemporaneo. Gli architetti lo utilizzano per addolcire linee troppo rigide degli interni minimalisti, mentre i giovani designer lo apprezzano per la sua capacità di crescere rigoglioso senza pretese, incarnando perfettamente il concetto di sostenibilità abitativa.
Benefici concreti oltre l’estetica: perché questa pianta migliora davvero la vita
Studi scientifici condotti dalla NASA hanno dimostrato che il pothos è uno dei vegetali più efficaci nel purificare l’aria domestica, rimuovendo sostanze nocive come formaldeide, benzene e monossido di carbonio.
Questa capacità di filtraggio non è solo teoria: in un appartamento medio di 80 metri quadrati, due o tre esemplari di pothos possono ridurre significativamente la presenza di inquinanti indoor, migliorando la qualità dell’aria che respiriamo quotidianamente. Ma i benefici vanno oltre il misurabile. L’effetto calmante del verde è scientificamente provato: riduce l’ansia, abbassa la pressione sanguigna e migliora la concentrazione, rendendo questa pianta particolarmente adatta per home office e studi.
Marco, 34 anni di Milano, racconta: “Da quando ho aggiunto il pothos nel mio appartamento, lavorare da casa è diventato più piacevole. L’aria sembra più fresca e mi sento meno stressato.” Anche in camera da letto, dove molte piante vengono evitate per timore che consumino ossigeno notturno, il pothos si dimostra benefico, rilasciando ossigeno e assorbendo anidride carbonica.






