La tavola apparecchiata diventa protagonista della casa, con colori vivaci che stanno bene con qualsiasi stile

I colori giusti rendono la tavola un elemento d’arredo versatile e sofisticato, capace di adattarsi a qualsiasi stile grazie a piccoli dettagli come tessili, vetri e ceramiche.

Negli ultimi anni mi sono accorta di quanto la tavola sia tornata al centro della casa, anche nelle giornate più normali, quando non c’è nessuna ricorrenza da festeggiare. Si apparecchia non solo per mangiare, ma per creare un piccolo angolo che racconti qualcosa, che faccia atmosfera anche quando il resto della stanza è lasciato un po’ com’è. È un cambio di mentalità curioso perché per molto tempo ci siamo convinti che la tavola bella fosse riservata ai pranzi lunghi, alle visite improvvise della zia elegante o alle domeniche con tutta la famiglia. Oggi invece è diventata una parte dell’arredo.

L’idea diffusa è che aggiungere colore alla tavola sia complicato, soprattutto quando la casa segue uno stile ben definito. Conosco persone che amano la palette neutra e temono che un piatto ocra stoni, o chi vive in un ambiente moderno e teme che un verde vivace lo renda troppo eccentrico. In realtà esistono tonalità brillanti ma equilibrate che funzionano ovunque, quelle che puoi aggiungere senza pensare troppo e che non cambiano lo stile della casa, lo arricchiscono soltanto. Sono colori che illuminano il classico, addolciscono lo shabby, si infilano con naturalezza nel nordico e danno energia al minimal senza trasformarlo.

Il colore giusto cambia tutto (anche l’umore)

Il blu petrolio, per esempio, ha quella qualità elegante che dialoga bene con il legno, il vetro trasparente e anche i metalli. È un colore che dà subito un tono contemporaneo ma non rigido, ideale se vuoi un salto di stile senza dover comprare un nuovo servizio completo. Accanto a lui c’è il verde salvia brillante, una di quelle tonalità che sembrano leggere ma hanno una presenza rassicurante. Funziona nelle case con arredi classici perché smorza la pesantezza dei legni scuri, e sta benissimo nelle atmosfere nordiche dove è già presente una base chiara e materica.

Usarlo nei bicchieri, nei tovaglioli o in qualche dettaglio floreale è un modo immediato per dare freschezza senza strafare. Poi arriva il senape, o la sua variante più calda, l’ocra. È quel colore che molti temono e che invece sorprende sempre, perché porta una luminosità sofisticata, quasi solare ma mai troppo vivace. Basta inserirlo in una candela, in una tovaglietta o in un piccolo piatto ed è fatta: la tavola sembra subito più moderna.

tavolo con tovaglia blu
Il colore giusto cambia tutto (anche l’umore) – foto laredoute.it – designmag.it

La terracotta luminosa lavora allo stesso modo, con il pregio di adattarsi alle case che già utilizzano materiali naturali. Ha un carattere caldo, crea un ponte con la ceramica chiara e con qualunque superficie in legno. È il colore perfetto quando si vuole rendere la tavola più accogliente senza cadere nel rustico. E poi c’è il blu ceruleo, quella sfumatura più viva del celeste e più elegante dell’azzurro classico. Funziona benissimo con vetri colorati e sottopiatti.

Quando si passa dalla teoria alla pratica, il primo passo è sempre nei tessili. Un runner, una tovaglietta o dei tovaglioli in cotone possono cambiare completamente la percezione della tavola. Hanno il vantaggio di essere economici, semplici da sostituire e soprattutto capaci di portare colore senza modificare il servizio che già possiedi. Poi ci sono i bicchieri colorati, che negli ultimi anni sono tornati ovunque. Lo stesso vale per le ciotole in ceramica, che possono diventare centrotavola improvvisati, o per le candele che, anche se piccole, hanno un potere enorme nel definire la palette.

In un ambiente classico, il blu petrolio accompagnato dall’ocra crea un equilibrio elegante, mentre un tocco di cristallo amplifica la luce naturale. In una casa shabby chic, il verde salvia con il bianco panna costruisce un insieme delicato ma non banale, soprattutto se si aggiunge un vetro colorato per rompere la monotonia. Nel minimal contemporaneo, il ceruleo con la terracotta è un’accoppiata sorprendente perché unisce ordine e calore. Nel nordico, invece, salvia, ocra e legno chiaro formano una palette rilassante ma viva, che sembra uscita da un catalogo. E se si parla di contemporaneo sofisticato, petrolio e metalli dorati sono una garanzia: discreti ma di effetto.

Tavolo con tovaglia verde
Colori vivi, zero caos: il trucco c’è e funziona – foto laredoute.it – designmag.it

Ci sono poi micro-palette già pronte che si possono replicare senza sforzi. La palette calda contemporanea unisce ocra, terracotta, vetro trasparente e bianco, ideale per chi ama i toni pieni ma naturali. Quella fresca nordica gioca con salvia, legno chiaro e ceramica panna, un vero passe-partout per la quotidianità. La palette elegante moderna, invece, ruota intorno a petrolio, oro chiaro e vetro fumé, perfetta quando si vuole una tavola scenografica senza rischiare eccessi.

In tutto questo, l’unico vero rischio è esagerare. Usare troppi colori insieme rende la tavola disordinata e fa perdere il senso dell’insieme. Meglio sceglierne due vivaci e affiancarli a un neutro forte che tenga tutto in equilibrio. Anche evitare oggetti troppo decorati aiuta, perché rubano l’attenzione e creano confusione cromatica. Il colore deve essere protagonista, non combattere con mille dettagli. Infine, meglio non scegliere tonalità troppo spente: sulla tavola servono colori vivi che dialoghino con il cibo e con la luce.

La tavola è davvero diventata la parte più espressiva della casa. Con pochi tocchi scelti bene, può trasformarsi in un elemento scenografico che racconta personalità e stile senza chiedere cambiamenti radicali. E il bello è che funziona con qualsiasi arredamento, basta saper giocare con la palette. Il segreto non sta nei piatti: sta nella palette.

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