Donazione casa: attenzione ai tanti costi nascosti, cosa sapere per evitare sorprese

La donazione di una casa è spesso pensata dai contribuenti come una soluzione per spendere meno, anche sull’eredità.

La donazione è un atto ovviamente diverso dalla vendita/acquisto ed esula anche dalle dinamiche del ricevimento, accettazione o meno di un lascito ereditario. Si tratta invece di un atto di liberalità compiuto verso qualcuno: può essere un figlio, un parente, ma anche un’associazione o una persona non di famiglia.

Innanzitutto la donazione di un immobile può avvenire in diversi modi, ovvero in maniera diretta o indiretta, e in alcuni casi si può fare anche verso un figlio che non ha ancora compiuto la maggiore età. Molti si chiedono quanto possa costare questo procedimento, sperando che con la donazione si evitino tasse o spese del notaio. In realtà ci sono delle regole precise anche sulle donazioni.

Quando si spende a fare la donazione di una casa? Ecco a cosa bisogna prestare attenzione

Come detto poco sopra, la donazione è un atto che deve passare da determinate procedure, che inevitabilmente hanno dei costi. Innanzitutto il Notaio è imprescindibile, e non si può fare la donazione senza l’assistenza di detto professionista.

per la donazione di una casa serve il notaio
Il Notaio è indispensabile nella donazione di una casa – Designmag.it

Inoltre tutti gli atti inerenti dovranno essere trascritti e di conseguenza le parti interessate dovranno versare degli emolumenti.

I costi del Notaio possono variare moltissimo, in p0rimis a seconda del professionista prescelto e poi anche in base ad altri fattori, come ad esempio il Comune dove si trova l’immobile, o se esistono ipoteche o vincoli che devono essere risolti, sempre con atti notarili.

Arriviamo poi alle imposte dovute, che variano sempre in base al Comune dove sorge l’immobile e al valore dello stesso.

La base imponibile corrisponde al valore catastale dell’immobile e va calcolato rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per un coefficiente che varia a seconda della categoria dell’immobile

Dovrà poi essere versata l’imposta di registro, di 200 euro; l’imposta di bollo, di 230 euro; l’imposta Ipotecaria, di 200 euro se prima casa o 2% del valore catastale se seconda casa; l’imposta Catastale, di 200 euro se prima casa o 1% del valore catastale se seconda casa; l’imposta di Donazione (variabile a seconda del caso).

Proprio riguardo all’imposta della donazione, questa può variare se ad esempio il beneficiario è un figlio o un altro parente. Nel primo caso, non è dovuta a patto che il valore dell’immobile non superi il milione di euro, altrimenti sarà del 4% della cifra eccedente.

Se invece la donazione avviene, ad esempio, tra fratelli/sorelle, l’imposta sarà del 6% sul valore eccedente i 100 mila euro, mentre se entrano in gioco altri parenti che non siano fratelli o sorelle l’imposta sarà comunque del 6%, senza valori minimi.

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