C’è un materiale che sembrava destinato a restare nei ricordi degli anni Ottanta, tra loft industriali e bagni postmoderni, e invece sta silenziosamente conquistando le case più contemporanee e ricercate.
Stiamo parlando del vetrocemento: quei mattoni di vetro traslucido che filtrano la luce senza sacrificare la privacy.
Dopo essere stati accantonati per decenni complici le nuove normative sull’efficienza energetica e le mode del momento i blocchi di vetro sono tornati protagonisti, prima timidamente nei bagni, poi sempre più audacemente nel soggiorno, in cucina, nella zona pranzo. Un ritorno che non è nostalgia, ma vera e propria reinvenzione.
Un materiale con una storia lunga (e affascinante)
Le origini del vetrocemento sono molto più antiche di quanto si pensi. I primi blocchi di vetro cavo furono sviluppati già nel 1880 dall’architetto svizzero Gustave Falconnier, pensati per regolare il microclima degli ambienti e garantire luminosità senza esporre gli interni agli sguardi esterni.
Da subito sedussero i grandi maestri dell’architettura moderna: Le Corbusier e Bruno Taut ne fecero un elemento distintivo del loro linguaggio progettuale. La celebre Maison de Verre di Pierre Chareau a Parigi ancora oggi meta di pellegrinaggio per gli appassionati di architettura ne è l’esempio più iconico.

Negli anni Settanta e Ottanta il vetrocemento esplose come tendenza di massa, comparendo su facciate, scale condominiali e bagni di ogni tipo. Poi, con l’inasprirsi delle normative sull’isolamento termico e il cambio dei gusti estetici, finì nel dimenticatoio. Oggi, però, la storia si ripete: come spesso accade nel design, ciò che è stato accantonato torna ma stavolta con più consapevolezza, più stile e una nuova versatilità che lo rende adatto a ogni ambiente della casa.
Perché oggi funziona (e non solo in bagno)
Il grande merito del vetrocemento contemporaneo è la sua capacità di dividere gli spazi senza chiuderli, lasciando che la luce attraversi l’intera pianta dell’appartamento. Questo lo rende preziosissimo nelle abitazioni moderne, spesso caratterizzate da open space che necessitano di separazioni morbide e non oppressive.
In bagno rimane imbattibile: facile da pulire, impermeabile, capace di trasformare anche gli ambienti più bui. Ma è negli spazi living che la sua rinascita è davvero sorprendente. Designer come Karolina Rochman, nel suo progetto sul Mar Baltico a Sopot, in Polonia, ha usato ben 1.500 lenti di vetro importate dalla Francia per creare continuità visiva tra ingresso, soggiorno, cucina e sala da pranzo.
Lo Studio Karhard di Berlino, invece, ha trasformato il vetrocemento nella vera spina dorsale di un appartamento ristrutturato, separando bagno, zona notte e cucina con una lunga parete in vetro che gioca con luce e intimità. Il risultato è un materiale che oggi sa essere elegante, colorato, industriale o minimale: tutto dipende da come lo si usa.






