Bonus zanzariere confermato anche per il 2026: ecco come non perderlo ed avere i soldi

Anche per il 2026 è stato confermato il bonus zanzariere: come funziona e cosa fare per non perdere il sostegno economico.

Sebbene l’inverno sia ancora nel pieno, milioni di italiani non possono fare a meno di pensare all’estate e di studiare l’impensabile pur di predisporre la propria casa al suo arrivo. Quindi, se da una parte parecchi di loro si stanno già muovendo per tentare di capire come fare (e risparmiare) con l’installazione dei condizionatori, dall’altra c’è anche chi ha letto del bonus zanzariere e vuole saperne di più.

Anche per il 2026, infatti, il sostegno economico che vede le classiche barriere anti-zanzara (ma anche qualsiasi altro tipo di insetto) come protagoniste indiscusse è a disposizione di tutti coloro che hanno interesse nel riscuoterlo. Purché, però, ognuno possa usufruirne è fondamentale rispettare una serie di requisiti e, soprattutto, procedere in un determinato modo per richiederlo.

Come funziona il bonus zanzariere 2026 e cosa fare per ottenerlo

Per contrastare (veramente) l’ingresso delle zanzare (o di qualsiasi altro insetto) in casa nei mesi primaverili ed estivi e consentire, allo stesso, all’aria fresca di entrare in casa, l’unica soluzione da prendere in considerazione è l’installazione delle classiche zanzariere su finestre o balconi. Una scelta più che ovvia, che può essere avvantaggiata anche dal bonus zanzariere.

zanzariera su finestra
Come funziona il bonus zanzariere 2026 e cosa fare per ottenerlo – designmag.it

Per poter sfruttare questo importante bonus, si ha la possibilità di richiedere due tipi di agevolazioni distinti e separati. Da una parte, infatti, si può richiederlo facendo appello all’Ecobonus. E dall’altra, invece, usufruendo il classico bonus ristrutturazioni. Insomma, due modi molto diversi tra di loro, che però possono ugualmente accontentare le esigenze di chi ha intenzione di installare le zanzariere in casa.

  1. Richiedere questo agevolazione attraverso il bonus ristrutturazioni è molto più semplice rispetto alla prima strada perché, in questo caso, non ci sono dei parametri ben precisi da rispettare, soprattutto per quel che riguarda la schermatura solare. Attraverso un rimborso Irpef, suddiviso in 10 rate annuali di pari importo, che arriva con la dichiarazione dei redditi, si ha la possibilità di recuperare circa il 50% dell’intera spesa, se si tratta di abitazione principale, e il 36%, invece, in altri casi. L’unico ‘dettaglio’ da prendere in considerazione è che in questo tipo di agevolazione rientra anche la sostituzione degli impianti, lo spostamento dei tramezzi o qualsiasi altri lavori di questo tipo. In poche parole, si tratta di lavori di manutenzione straordinaria. Il tetto massimo a cui si può arrivare è di circa 96 mila euro;
  2. Nel caso, invece, di bonus zanzariere con l’Ecobonus la situazione cambia ed è un po’ più severa. Appurato che la detrazione è sempre la stessa della precedente, è bene sapere che la soglia della spesa è di 60 mila euro per unità immobiliare. E che le barriere scelte devono rispettare una serie di requisiti. In primis, le zanzariere devono avere un fattore di trasmissione solare totale (Gtot) certificato inferiore o uguale a 0,35. Inoltre devono essere installate a protezione di finestre o porte finestre esposte al sole, quindi con un orientamento da Est a Ovest, passando per Sud. Ovviamente, devono essere conformi alle norme europee e devono essere corredate dalla relativa documentazione tecnica. In poche parole, devono avere la marcatura CE. Infine, le zanzariere devono essere fisse e non stagionali o mobili.
mano che chiude zanzariera
Come ottenere il bonus zanzariere – designmag.it

Conosciuti tutti i requisiti e gli ‘obblighi’ da rispettare, è opportuno tentare di capire come ottenere una tale agevolazione. Nel caso di bonus con Ecobonus è necessario che il pagamento sia effettuato tramite un bonifico parlante, dove è indicato il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva della ditta che effettua i lavori. Inoltre, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, deve essere effettuata la comunicazione Enea con la descrizione dell’intervento. Infine, occorre conservare tutta la documentazione dei lavori effettuati.

Nell’altro caso, invece, è necessario che il pagamento sia effettuato con un bonifico parlante, facendo riferimento nella causale all’articolo 16-bis del Dpr. 917/1986 ed inserire il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva della ditta. Inoltre, è fondamentale sincerarsi che non sia presente una pratica edilizia intestata al soggetto che sosterrà la spesa ed effettuare comunicazione all’ENEA se l’intervento contribuisce al risparmio energetico.

Infine, è molto importante ciò che si riferisce all’interno della fattura. Gli esperti, infatti, sottolineano che occorre indicare dettagliatamente l’intervento e che si tratta di una fornitura effettuata nell’ambito di lavori edilizia.

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