Biancheria da letto, quale scegliere per avere una camera da letto sempre elegante e raffinata: tutte le scelte possibili

Quali materiali per la biancheria da letto sono più indicati a seconda del clima e anche in base all’impatto ambientale della loro lavorazione.

La scelta della biancheria da letto non è solo una scelta di stile e colore, ma la qualità dei materiali è altrettanto importante per avere un riposo sereno e sano, poiché le lenzuola sono a diretto contatto con la nostra pelle durante la notte e non devono essere causa di allergie. Ad esempio, il vezzo delle dive degli anni  ’60 era quello di dormire su cuscini con federe di seta, forse un capriccio per circondarsi col lusso che la loro condizione le consentiva: ma non solo quello, una ragione legata alla composizione del tessuto c’è, vediamo quale.

La biancheria di seta infatti per la sua estrema morbidezza a contatto con la pelle, riduce notevolmente il rischio di allergie della pelle e l’attrito con i capelli sul cuscino, evitando che gli stessi si spezzino durante la notte, oltre naturalmente a conferire un tocco glamour all’ambiente data la sua naturale lucentezza.

La fibra del cotone genera diversi tessuti che si adattano a ogni tipo di arredamento

Lo stesso effetto si può ottenere col raso di cotone o satin, lucido davanti e opaco sulla parte interna, la sua trama fitta composta da fili sottilissimi, lo rende particolarmente morbido al tatto e confortevole sulla pelle. Il lino, invece col suo effetto stropicciato, ha un ottimo potere termoregolatore, caldo d’inverno e fresco d’estate. La sua trama larga infatti consente un’ottima traspirazione della pelle ed è naturalmente ipoallergenico, una fibra forte che migliora a ogni lavaggio.

Ragazza che dorme sul velluto
Il velluto di cotone caldo e morbidissimo. Designmag.it

La fibra naturale con cui viene realizzata la grande parte della biancheria per la camera da letto, è il cotone che  come abbiamo visto col satin, subisce diverse lavorazioni, a seconda dell’effetto desiderato legato all’arredamento. Ne è un esempio il cotone lavato, che subisce un leggero sbiancamento del colore e ciò gli regala un aspetto trendy, informale, inoltre non necessita di stiratura e conserva le caratteristiche della fibra originaria, è traspirante e protegge dall’eccessiva sudorazione. Altro tipo di lavorazione hanno il percalle e la garza di cotone, l’uno ha una trama molto fitta, molto resistente e opaca, si ammorbidisce via via che viene lavato, la garza invece come suggerisce il nome, è un tessuto assai leggero, morbidissimo leggermente goffrato, non ha bisogno di stiratura.

Per chi soffre particolarmente gli inverni rigidi, può scegliere di utilizzare le lenzuola di flanella, un cotone spazzolato, particolarmente morbido al tatto e caldo, oppure di velluto di cotone caldo e morbidissimo. Se desideriamo favorire un minore impatto ambientale dovuto alla lavorazione tessile del cotone, possiamo scegliere il cotone biologico o il cotone riciclato, il primo coltivato senza pesticidi, per proteggere la terra e chi lo coltiva e il secondo viene realizzato riducendo le fasi di lavorazione del cotone e riutilizzando le fibre già trattate, ne  prolungano la vita.

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