Fernando e Humberto Campana al MAXXINWEB, segui il nostro liveblogging e la diretta streaming

Fernando e Humberto Campana al MAXXINWEB, segui il nostro liveblogging e la diretta streaming

Siamo a Roma con voi per incontrare i fratelli Campana, Fernando e Humberto all'evento MAXXINWEB, un imperdibile serie di appuntamenti con i protagonisti dell’arte contemporanea organizzati da Telecom Italia in collaborazione con il mozzafiato museo MAXXI di Roma

da in Designer, Fiere & Eventi di Design
Ultimo aggiornamento:

    Siamo a Roma con voi per incontrare i fratelli Campana, Fernando e Humberto all’evento MAXXINWEB, un imperdibile serie di appuntamenti con i protagonisti dell’arte contemporanea organizzati da Telecom Italia in collaborazione con il mozzafiato museo MAXXI di Roma. Dalle ore 21 alle are 22 segui il nostro liveblogging e se hai delle domande da sottoporre a queste stars del design contemporaneo che vengono dal Brasile, hai solo di che chiedere, e noi saremo lieti di procurarti la risposta, live ovviamente.

    Se sei a Roma, la partecipazione all’evento di questa sera 1 Dicembre è completamente libera e gratuita, diversamente puoi seguire l’intervento dei Campana in streaming sul sito MAXXINWEBe intervenire tramite il nostro liveblogging che partirà da qui, oppure attraverso i canali Facebook e Twitter (#maxxinweb) di Telecom Italia.

    L’evento merita una breve presentazione dei protagonisti di questa serata, impossibile non conoscerli, ma vi rinfreschiamo le idee. Dal loro studio di San Paolo creano da praticamente vent’anni prendendo spunto da quello che vedono per le strade e dalle foreste e ispirazione dalla fantasia come dalla più fredda realtà del loro amato Brasile, così sono sempre all’avanguardia. L’Italia è il paese dal quale proviene la loro famiglia e con il quale lavorano da anni tramite marchi come Edra, Alessi e ora anche Venini e altri.

    Lavorare spesso con materiali di recupero quando da anni non si fa che parlare di sostenibilità, significherà pure che loro c’hanno visto bene e che sono in tal senso dei precursori del design contemporaneo. Basti pensare che tra i loro ultimi lavori c’ è il nuovo interior design del New Hotel di Atene in cui i Campana hanno lavorato a fianco con 20 giovani designer, per capire che loro non sono come tanti altri, sono creativi per davvero e, pur essendo controcorrente, precedono i tempi.

    Queste le parole di Humberto: “Bisogna cambiare il modello di produzione e di sviluppo, tornando a far lavorare gli artigiani, a uno slow design fatto di manualità. Ho i brividi quando sento parlare di “design industriale”, perché mi dà l’idea di una iperproduzione infinita e devastante per la Terra“….capite di cosa parlo quindi.Ultimamente i Campana bross sono stati in mostra al Triennale Museum con Antibodies, cioè antimateria, partita dal museo Vitra per poi girare il mondo illustrando i tratti salienti della loro opera.

    Noi siamo lieti di incontrarli questi fratelli del design, si tratta di un vero evento perchè percorrono il globo di frequente e non è semplice incontrarli. Continuate a seguirci qui!
    foto(6)
    Il MAXXI è davvero bello, siamo fortunati ad avere in Italia una delle migliori opere dell’archistar iraqena Zaha Hadid, peraltro, l’edificio è stato insignito dei prestigiosi Stirling Prize 2010 e “Miglior edificio del 2010″ nell’ultima edizione dei World Architecture Festival di Barcellona. L’opera è ora nel novero dei progetti selezionati dalla Commissione Europea e dalla Fondazione Mies van der Rohe nominati per il Premio Mies van der Rohe 2011.

    Un progetto che stupisce, sempre, per il rincorrersi di linee che rifiutano di essere rette. Il complesso architettonico è caratterizzato da forme curve, realizzate con strutture in cemento armato faccia a vista, vetro e acciaio, che si intersecano a sbalzo su piani sovrapposti.

    Ci dirigiamo verso l’Auditorium, saliamo le scale in legno di mogano ed eleganti poltroncine nere ci aspettano, prendiamo posto ed aspettiamo finalmente di conoscere Fernando e Humberto Campana.
    maxxi conferenza campana
    Ecco Domitilla Dardi, moderatore di questa serata, introduce la discussione lodabdo l’istallazione all’ingresso del museo, curata dai nostri designers d’eccezione:

    Incominciamo a indagare i dettagli della loro vita:
    Partiamo dal momento in cui vi siete formati come persone, fin da bambini, avete vissuto in un luogo in cui la natura gioca un ruolo importante cosa che contraddistingue il vostro lavoro, qual’è il rapporto con la natura quindi? da dove nasce questo riferimento molto frequente?
    Siamo nati in un piccolo paese, io nel ’50 (Humberto) e lui (Fernando) nel ’60, in un posto circondato dalla foresta, l’ambiente lussureggiante. Il nostro cortile era già una giungla. Nostro padre era agronomo e la natura faceva parte della nostra vita. Anche l’uso delle scarpe a volte risultava superfluo.
    Humberto cresceva volendo diventare un indiamo, Fernando un astronauta, insomma in Brasile i bambini sono uguali che da noi, solo che lì la giungla è quella vera.

    Ma un altra caratteristica del vostro lavoro, oltre che il rapporto con la natura, è quella della materialità e dell’artigianalità, del non arrendersi a ciò che accade ai materiali col tempo, sperimentando una creatività che ha avuto tanto a che fare col riuso
    Capita spesso che facendo una cosa poi ne venga un altra, quando abbiamo voluto creare un istallazione artistica alla fine sono nate delle sedie. Poi anche il regime ha giocato la sua parte, architetti come Lina Bo Bardi venivano scoraggiati perchè comunisti, ma proprio questi ostacoli ci hanno incoraggiato e abbiamo voluto sperimentare più che potevamo
    L’inizio è stato casuale quindi e anche il design era anticonvenzionele…
    L’importanza era esprimere la propria idea
    L’idea del materiale non nobile, ma riciclato, è un tema che ritorna sempre…
    Per noi era importante esprimere un design che avesse a che fare con il nostro territirio, in cui, la materia prima è scarisissima, quindi bisognava arrangiarsi, poi abbiamo capito che questa era la strada da seguire.Le nostre prime sedie, in fili di plastica, venivano scambiate per sedie rotta o difettose, ma poi hanno imparato ad apprezzarci.
    Vi hanno apprezzato perchè non siete mai scaduti nel folklore
    Noi in Brasile abbiamo l’artigianato, abbiamo tante mani per lavorare, per fare un sedia per Edra impegnamo una persona che fa solo questo nel tempo di due giorni. All’inizio era un pezzo unico, ma ora quella sedia è un best sellers e ancora si vende, è il nostro biglietto da visita.
    Voi dialogate sia con l’ industria, sia con l’artigianato quindi….come fate?
    In studio siamo 12, noi due, poi ci sono stagisti trimestrali e altri designers, facciamo tutti di tutto e le nostre idee sono libere. C’è chi sceglie i colori perchè gli viene bene farlo e chi si occupa di altro. Magari a noi viane l ‘idea di partenza e poi ci piace vedere come si evolve il progetto, sempre con la nostra supervisione.
    In Italia avete trovato humus fertile perchè ci sono molte eccellenze produttive, ma arrivate a Roma con l’artigianato, più da artisti che da designer, trovando un punto in comune tra il barocco romano e quello brasiliano.
    Si, abbiamo avuto l ‘occasione di produrre un istallazione qui a Roma e abbiamo preso dalle strade, scarti di metalli e bronzo, con vari ornamenti, e abbiamo fatto un collage che ha generato sedie o anche candelabri. Non importava che fossero cose brutte, dei materiali nobili diventavano col tempo poco nobili e poi riacquistavano senso. Anche Roma è una gran favela (risate dal pubblico) , ci sentiamo a nostro agio qui
    Ma non è uno stereotipo questo della favela brasiliana?
    La favela è una realtà triste però è anche una scuola di design eccezionale, lì si parla di design dell’emergenza. La nostra poltrona favela rappresenta il trono dei poveri, realizzato in Brasile, poi invece abbiamo cercato un azienda, abbiamo trovato una comunità tedesca in Brasile che la facesse in serie.
    Adesso la parola ai blogger:
    Da Design Mag: Avete mai pensarto di lavorare da soli? cosa succederebbe se vi separaste
    Già lavoriamo con i nostri spazi, ma lavoriamo sempre insieme, siamo fratelli dice Humberto.
    Come lavorate in coppia? e come vi dividete i compiti?
    Io (Humberto) amo la manualità, io (Fernando) amo il progetto, ma ci scambiamo i ruoli spesso.
    Qual’è per voi il rapporto tra tecnologia e artigianato!?
    Non so qual’è ma è una cosa che ci viene spontanea, noi siamo così.
    Nei prossimi anni si prevede una grande crescita del Brasile….
    C’è ancora molto da fare perchè manca un programma di governo che punti alla diffusione della cultura.
    Da Design Mag: Come vedete il design italiano odierno?
    Ci piace molto, Luca Nichetto e Fabio Novembre ci piacciono molto, c’ è sicuramente una nuova strada del design italiano.
    A proposito la moderatrice chiede come si comportano i Campana con chi cerca di imitarli..
    E’ chiaro che il nostro lavoro ispiri qualcuno, il bello è questo, e poi questo ci stimola a non ripeterci mai.
    Ultimamente vi occupate molto di design spaziale più che di prodotto….
    Per noi è una cosa nuova perchè noi siamo abituati a lavorare con le mani ma abbiamo capito che il nostro tipo di approccio, cioè quello del riciclo con creatività, poteva essere applicato anche allo spazio oltre che al prodotto, è stato difficile, eppure, ce l’ abbiamo fatta.
    Malocca, l’stallazione side specific per il Maxxi (un mostro realizzato con rafia) è un esempio di come stiate percorrendo una strada nuova, all’inizio avevate intenzione di proporre delle sedute, poi vi siete convinti di provare qualcosa di nuovo.
    Si per noi è importante andare sempre avanti, anche nella tecnologia, per esempio abbiamo perso 6 mesi dietro a una nuova tecnica per tessere il midollino. Poco importa l’estetica, perchè è quello che sta dietro l’oggetto che lo fa apprezzare. Bisogna non superare la linea del kitch.
    Da Design Mag: Parlateci dell’esperienza al New Hotel di Atene dove collaboravate con 20 giovani designer. Chi ha imparato di più? voi o loro?
    Questo progetto è stato interessante, non conoscevamo la contemporaneità greca, chiedevamo di dare identità all’albergo ateniese per mezzo della ripresa della tradizione, e ci siamo riusciti.
    C’è un posto a Roma dove vorreste intervenire?
    Roma incute paura, non c’abbiamo ancora pensato.
    Anche la moda, chiedono dal pubblico, vi ha stregati…
    Si abbiamo lavorato per La coste e per le scarpe Melissa.
    Qual’ è il rapporto con la produzione industriale?
    Chi ci apprezza e ci conosce viene in studio, vede cosa facciamo e a volte un prototipo viene scelto. Oggi abbiamo parlato con Alessi e incomiciato a pensare ad alcune suggestioni come quelle per i serpenti…il design nasce così e il rapporto con i produttori assume varie forme…generalmente siamo liberi.
    E alla fine una domanda che appere semplice eppure meravigliosa: dal pubblico chiedono cosa sia il design per i fratelli Campana?
    Raccontare una storia, portare un messaggio dice Humberto…risolvere un desiderio dice Fernando.
    Continua, fuori onda, l’intervista:
    Come si coniuga il fatto che prodotti che nascono dal riciclo poi diventino oggetti di lusso?
    Il design è anche questo, non si può pensare che il mondo del design non muova l’economia, è anche questo.
    Vi piacerebbe lavorare per scenografie di teatro o cinema?
    Già fatto, ci piace, sia scenografia che costumi, ancora cinema no, però ci piace molto, anche l’opera.
    Quindi siete surrealisti?
    Certo che lo siamo.
    E con queste parole si conclude il collegamento. Tutti ci salutiamo, soddisfatti per una chiacchierata che ci ha aiutato a capire il design di questi due eterni outsiders della progettazione.

    1993

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