Tutte le case oggi hanno delle dimensioni che non sono più quelle di una volta. Oltre i 100 metri quadrati è già considerata reggia. Per questo avere almeno visivamente l’idea che le stanze siano più spaziose è fondamentale per vivere meglio. Se spezziamo la visuale con un arredamento troppo pesante infatti, un appartamento dignitoso diventa subito soffocante.
Valorizzare i metri quadri più difficili non significa riempirli meglio, ma progettarli in modo più intelligente, lasciando che lo sguardo scorra senza ostacoli. È un lavoro fatto di scelte coerenti, spesso poco appariscenti, ma capaci di cambiare radicalmente la percezione degli ambienti. Non è una questione di stile in senso stretto, ma di lettura dello spazio.
Ingresso: far partire bene lo sguardo
L’ingresso è il primo banco di prova. Qui il rischio è sempre lo stesso: concentrare troppi elementi in pochi metri. La continuità del pavimento è il primo alleato. Usare lo stesso materiale del soggiorno, senza stacchi o soglie, fa sembrare l’intera zona giorno un unico ambiente più ampio.
Anche le porte giocano un ruolo chiave. Una porta a scomparsa o in vetro verso il living elimina l’effetto “corridoio chiuso” e lascia entrare luce fin dal primo passo in casa. Per l’arredo, meglio pochi elementi sollevati da terra: una panca con gambe sottili o un mobile sospeso mantengono il pavimento leggibile e alleggeriscono l’insieme.
Soggiorno: lasciare respirare il volume
Nel living la tentazione è sempre quella di aggiungere, stratificare, riempire. Ma lo spazio percepito cresce quando il pavimento resta visibile. Divani e credenze con gambe esili funzionano meglio di quelli a blocco pieno: anche pochi centimetri di luce sotto il mobile bastano a dare aria alla stanza.

La continuità del pavimento qui è fondamentale, soprattutto negli open space. Nessun cambio di materiale tra zona relax e pranzo: l’occhio legge un’unica superficie e la stanza si dilata. Se ci sono porte, meglio in vetro o a tutta altezza, così da non interrompere la luce naturale e mantenere la profondità visiva.
Cucina: funzionalità che non appesantisce
La cucina è spesso uno degli ambienti più complessi. Qui la continuità del pavimento è una scelta potente, anche quando si estende fino al bagno o al disimpegno. Un unico materiale resistente e coerente elimina l’effetto “stanze a compartimenti”.
I mobili possono essere importanti, ma è il modo in cui toccano terra a fare la differenza. Basi sospese o con zoccoli arretrati fanno sembrare la cucina più leggera. Se possibile, una porta scorrevole in vetro verso il soggiorno permette alla luce di circolare anche quando la cucina è chiusa, evitando l’effetto scatola.
Camera da letto: meno massa, più continuità
In camera il principio è lo stesso, ma declinato in modo più intimo. Il pavimento continuo, senza stacchi con il corridoio, rende lo spazio più fluido e rilassante. I comodini sospesi o con gambe sottili liberano il pavimento e allungano visivamente la linea del letto.

Anche qui le porte contano: una porta a scomparsa evita l’ingombro dell’anta e restituisce centimetri preziosi, soprattutto nelle camere più piccole. L’obiettivo non è togliere comfort, ma eliminare tutto ciò che interrompe la lettura dello spazio.
Bagno: il trucco meno utilizzato
È spesso qui che si interrompe la continuità, ma è anche dove il risultato può essere più sorprendente. Usare lo stesso pavimento del resto della casa, quando tecnicamente possibile, trasforma il bagno in una stanza integrata e non in un volume separato.
Mobili sospesi e sanitari sollevati da terra moltiplicano l’effetto. Il pavimento visibile fa sembrare il bagno più grande, più pulito, più progettato. Una porta scorrevole o in vetro satinato completa il lavoro, lasciando entrare luce anche negli spazi ciechi.
Il filo conduttore: vedere più di quanto c’è
In ogni stanza, la regola è la stessa: continuità, leggerezza, luce. Stesso pavimento, porte che non interrompono, mobili che non schiacciano. Non servono soluzioni estreme o costose, ma scelte coerenti che si parlano tra loro.
Valorizzare i metri quadri più difficili non significa forzare lo spazio, ma lasciarlo lavorare. Quando il pavimento resta visibile, la luce circola e i volumi respirano, anche una casa complessa ritrova equilibrio, stile e una sorprendente sensazione di ampiezza.






