Isola e penisola per anni sono state il simbolo della cucina contemporanea, grazie a linee pulite, volumi importanti, spazi aperti pensati per condividere momenti conviviali. L’idea di un ambiente fluido, dove preparare la cena e intrattenere gli ospiti nello stesso spazio, ha conquistato cataloghi di arredamento e programmi televisivi dedicati all’interior design.
Le case di nuova costruzione sembravano nascere attorno a questo concetto, trasformando la cucina nel vero cuore della casa. Oggi, però, il gusto sta cambiando. Le esigenze abitative si sono evolute, gli spazi medi si sono ridotti e l’attenzione verso funzionalità e praticità è diventata prioritaria.
Non basta più un elemento scenografico al centro della stanza: ciò che conta è l’equilibrio tra estetica e utilizzo quotidiano. E proprio qui emerge una nuova consapevolezza che sta ridisegnando le scelte progettuali. Si tratta di una scelta ben precisa e che vede questi due elementi, un tempo fondamentali, ormai messi da parte.
Ecco perché isola e penisola non sono più elementi fondamentali in cucina: spariranno molto presto
Isole e penisole non le mette più nessuno perché presentano diversi svantaggi pratici che nel tempo sono diventati sempre più evidenti. Il primo limite riguarda lo spazio. Queste soluzioni richiedono metrature generose per essere davvero funzionali. In ambienti di dimensioni contenute finiscono per ostacolare il passaggio, rendere difficoltosa l’apertura di ante e cassetti e creare una sensazione di ingombro visivo. La promessa di una cucina ariosa si trasforma così in un percorso a ostacoli.
Un altro svantaggio è legato alla gestione quotidiana. Le superfici centrali tendono ad accumulare oggetti, piccoli elettrodomestici e stoviglie, diventando rapidamente disordinate. Inoltre, quando il piano cottura o il lavello sono collocati sull’isola, schizzi e residui risultano più visibili, soprattutto in ambienti open space dove la cucina è direttamente collegata al soggiorno.

C’è poi la questione dei costi. Realizzare un’isola attrezzata implica interventi tecnici più complessi: impianti idraulici ed elettrici devono essere portati al centro della stanza, con lavori spesso invasivi e spese superiori rispetto a una disposizione tradizionale lungo parete. Anche dal punto di vista energetico e della ventilazione possono sorgere criticità. Le cappe sospese sopra le isole non sempre garantiscono la stessa efficacia di quelle a parete, e gli odori tendono a diffondersi più facilmente nell’ambiente circostante.
La nuova tendenza punta invece su cucine compatte, organizzate lungo le pareti, con colonne contenitive a tutta altezza e piani di lavoro ben definiti. Soluzioni che valorizzano lo spazio verticale, migliorano l’ordine visivo e restituiscono centralità alla funzionalità. In un’epoca in cui ogni metro quadrato conta, il design si fa più consapevole: meno scenografia, più sostanza.






