Tutti stanno togliendo lo scolapiatti dalle cucine: il segreto del tappetino che asciuga in metà tempo

Lo scolapiatti ormai è diventato solo un elemento di ingombro in cucina, anche poco estetico. Al suo posto sta spopolando questo tappetino, che accontenta i gusti di tutti.

Per anni lo scolapiatti è stato considerato un male necessario. Oggi, però, nelle cucine moderne e soprattutto negli open space, è diventato uno degli elementi più fuori posto. Metallo cromato o plastica opaca, occupa una porzione fissa di piano lavoro e interrompe la continuità visiva proprio dove il design cerca pulizia e linearità.

C’è poi un problema meno visibile ma più serio: l’acqua che ristagna nelle vaschette inferiori. Calcare, residui di detersivo e, nei casi peggiori, muffe rosse o nere che si formano negli angoli difficili da pulire.

Infine, il limite strutturale: uno scolapiatti ha una forma rigida. Basta una teglia grande, un vassoio o una pentola fuori misura per rendersi conto che non è pensato per la realtà quotidiana, ma per un set ideale di piatti.

Perché il tappetino asciuga davvero in metà tempo

La terra diatomacea è un minerale naturale poroso, capace di assorbire l’acqua quasi istantaneamente e rilasciarla sotto forma di vapore in pochi secondi. Non crea ristagni e, per sua natura, è antibatterica. L’effetto è immediato: appoggi un bicchiere bagnato e l’alone scompare sotto i tuoi occhi.

scolapiatti a confronto con il tappetino
designmag.it -Perché il tappetino asciuga davvero in metà tempo

La microfibra a nido d’ape, invece, lavora sulla circolazione dell’aria. La trama tridimensionale solleva piatti e bicchieri dal piano, permettendo all’aria di passare anche sotto i bordi. Così si evita l’effetto sottovuoto che rallenta l’asciugatura e causa il classico odore di umido.

Tre punti di vista che spiegano perché sta piacendo a tutti

Chi ama il minimalismo apprezza soprattutto una cosa: una volta asciutti i piatti, il tappetino si piega e sparisce in un cassetto. Il piano cucina torna completamente libero, come in una foto di rivista.

Il salutista guarda all’igiene. Niente vaschette sporche da lavare a mano: il tappetino in microfibra va in lavatrice a 60 gradi, azzerando la carica batterica senza sforzo.

L’ non è più costretto a scegliere tra bello e pratico. Esistono tappetini in tonalità antracite, fango, sabbia o effetto marmo che si mimetizzano perfettamente con piani in quarzo, gres o acciaio.

E poi c’è il risparmiatore: un buon tappetino costa una frazione di uno scolapiatti di design e, se scelto bene, dura anni senza perdere efficacia.

Cosa cercare (e dove) se vuoi provarlo davvero

Nel segmento più alto ci sono i tappetini in terra diatomacea, come quelli proposti da Dorai o da marchi simili facilmente reperibili su Amazon. Sembrano sottili lastre di pietra, assorbono l’acqua in modo quasi “magico” e si rigenerano semplicemente carteggiando leggermente la superficie quando serve.

tappetini per asciugare i piatti
designmag.it -Cosa cercare (e dove) se vuoi provarlo davvero. umbra.it e ikea.com

Per chi vuole un compromesso tra ordine e flessibilità, uno dei modelli più apprezzati resta il tappetino Udry di Umbra: microfibra ad alta assorbenza con una piccola rastrelliera removibile. Funziona bene sia con piatti sia con pentole ed è facile da lavare.

Chi invece vuole spendere pochissimo può partire da NYSKÖLJD di IKEA. Costa pochi euro, è sottile, si piega in quattro e può essere appeso. Non è sofisticato, ma è perfetto per testare questa nuova abitudine senza cambiare tutto subito.

tappetino scolapiattiTerra Diatomacea
designmag.it – Foto Amazon

Il tappetino asciugapiatti non è una moda, ma una soluzione intelligente soprattutto per chi ha la lavastoviglie e lava a mano solo poche cose al giorno. È ideale anche nelle cucine piccole, dove ogni centimetro di piano lavoro conta. Non sostituisce solo uno scolapiatti: cambia il modo in cui il piano cucina viene vissuto. Meno ingombro, meno acqua stagnante, più libertà.

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