Tutti noi in casa abbiamo mobili in legno di ogni genere, possono essere dei comodini, oppure degli armadi. Potremmo quindi avere dei problemi con i tarli.
Ma come possiamo capire se effettivamente sono presenti? Andiamo a scoprire i piccoli dettagli che ci parlano di una loro presenza, ed in caso anche che cosa fare.
Come riconoscere i tarli del legno e dirgli addio in poche mosse
Capire se abbiamo un problema con i tarli ci può aiutare a combatterli, ovviamente. Questi piccoli esserini sono in gradi di rovinare l’aspetto del nostro mobile, ma non solamente, possono creare anche dei danni strutturali da non sottovalutare assolutamente. Loro trovano nei mobili, o nelle travi delle case molto antiche la loro alimentazione preferita.

Ma come possiamo capire la loro presenza? Diciamo che non è semplicissimo perché passano gran parte della loro vita sotto forma di larva. E’ molto utile effettuare dei trattamenti a base di permetrina, ma andiamo con ordine e vediamo quali specie esistono. La più comune è Anobium punctatum.
Questi insetti depongono le uova dentro le fessure dei mobili e dopo circa 10 giorni si schiudono. La larva inizia da subito a mangiare il legno con le sue mandibole. Lo sviluppo del tarlo è molto lento, parliamo da uno a cinque anni. Quando è a maturazione si impupa e dopo qualche giorno c’è l’insetto adulto.
Possiamo quindi vedere un po’ di legno sul pavimento, che è il suo foro di uscita. La sua vita da adulto è inferiore a quella di larva, infatti depone le uova ed inizia un nuovo ciclo.
Esiste anche un altra famiglia di tarli, i Cerambicidi. Rispetto al tarlo comune è molto più grande, parliamo di circa 2 cm da adulto, ha una forma allungata e delle antennine. Loro preferiscono gli ambienti esterni come la corteccia dell’albero. Ecco quindi che difficilmente li troviamo in caso, o se accade è in modo accidentale.
Magari portati insieme ad una catasta di legno. Come possiamo dire addio alle tarme se abbiamo riscontrato di avere un problema? Per prima cosa possiamo utilizzare prodotti a base di permetrina, ovvero un comune insetticida, in versione spray o resina che penetra nel legno.
Ci sono poi i trattamenti anossici dove non si utilizzano pesticidi ma ci vuole tempo. Il mobile, infatti, viene avvolto in una copertura plastica o in sostante sigillanti che eliminano l’ossigeno. Sono una buona soluzione anche i trattamenti a microonde realizzati con appositi macchinati, uccidono le larve ma non danneggiano il legno.
Adesso che conosci tutto sulle tarme del legno e su cosa puoi fare ricordati che è sempre una buona idea non avere troppa umidità in casa che favorisce il loro sviluppo.





