In questi ultimi anni, le stufe a pellet hanno completamente soppiantato i classici dispositivi di riscaldamento. Nonostante siano diversi coloro che continuano ad averli o installarli in casa, sono altrettanto numerosi coloro che scelgono di dire ‘addio’ a questi dispositivi tradizionali e preferiscono convertirsi alla modernità.
A differenza dei classici termosifoni, in effetti, le stufe a pellet hanno una serie di vantaggi da non prendere sottogamba. Oltre al fatto, infatti, che danno la possibilità di risparmiare soldi (ed anche tantissimi) a fine mese, offrono persino l’opportunità di non apportare grossi danni all’ambiente.
Il pellet, infatti, è un combustibile ecologico al 100%, che si ottiene pressando segatura e scarti di legno vergine (trucioli) in piccoli cilindri. Inoltre, sfrutta la lignina come legante naturale, senza colle o additivi chimici. Insomma, dei benefici veramente impressionanti, che tutti dovrebbero cogliere al volo.
In queste ultime ore, però, è arrivata una decisione che lascia tutti di stucco. A quanto pare, infatti, è stato analizzato un dettaglio non da poco, che – molto presto – costringerà milioni di persone a sostituire i loro dispositivi. O, perlomeno, a rivedere completamente i requisiti futuri di questa macchine.
Cosa dice la nuova normativa sulle stufe a pellet e cosa potrebbe cambiare
Sebbene le stufe a pellet siano dei sistemi di riscaldamento sempre più comuni nelle case degli italiani, sembrerebbe che sia in arrivo una decisione che potrebbe completamente cambiare le carte in tavola. Nonostante ad oggi non ci sia ancora nulla di ufficiale e confermato, pare che l’Unione Europea abbia intenzione di rivedere i requisiti che ciascun dispositivo deve necessariamente rispettare.

A catturare l’attenzione delle Commissione Europea, in effetti, sarebbero le stufe domestiche a biomassa. In particolare, secondo gli esperti, questi dispositivi hanno la capacità di rilasciare delle polvere sottili ed altre inquinanti durante il processo di combustione che non possono essere assolutamente sottovalutati. E, sebbene il pellet sia un combustibile sostenibile, rappresentano un grosso problema.
Da qui, quindi, la decisione dell’Unione Europea di rivedere immediatamente i requisiti che le classiche stufe a pellet devono rispettare. L’obiettivo, a tal proposito, non c’è solo il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti domestici, ma anche la volontà di ridurre l’inquinamento atmosferico.
Di fronte ad un scenario del genere, però, è importante che non si parla di sostituzione obbligatoria dei ‘vecchi’ impianti, piuttosto di una loro rimodulazione. O, addirittura, di modelli completamente nuovi in una prossima produzione.






