Se stai usando aceto e bicarbonato come rimedio della nonna, fermati subito! Non sai quanto possa costarti caro

Lavandino che scarica lentamente, un po’ di acqua stagnante, e la soluzione che sembra a portata di mano: una manciata di bicarbonato seguita da una bella dose di aceto. Appena i due ingredienti si incontrano, parte la schiuma. Bolle, effervescenza, rumore. Tutto sembra suggerire che qualcosa di potente stia accadendo lì sotto.

Ci facciamo prendere dalla frenesia che qualcosa stia accadendo, ma è solo una illusione e potrebbe anche essere pericoloso. Quella reazione visiva così spettacolare ci convince che lo scarico si stia pulendo, che il grasso si stia sciogliendo o che l’ingorgo stia cedendo. In realtà, dal punto di vista chimico, non sta succedendo nulla di utile. Peggio ancora: nel tempo, questo rimedio “naturale” può creare più problemi di quanti ne risolva.

La scienza contro il mito: perché non funziona

Il motivo è semplice. L’aceto è un acido, il bicarbonato è una base. Quando li mescoli, si neutralizzano a vicenda. La reazione produce anidride carbonica (le bolle che vedi), un po’ di acqua e un residuo salino. Fondamentalmente uno annienta l’altro e più di una bella schiumetta, non producono altro o meglio, nulla di buono.

Una volta terminata l’effervescenza, ciò che resta nello scarico non ha alcuna capacità di sciogliere capelli, grasso, sapone o residui organici. Non è un disgorgante, non è uno sgrassante e non è un detergente efficace per le tubature.

ragazza che versa aceto nel lavandino e si forma una schiuma
designmag.it -La scienza contro il mito: perché non funziona

Incredibilmente a volte sembra funzionare, ma per un motivo puramente meccanico. La piccola pressione generata dal gas può smuovere un tappo superficiale molto leggero. Ma è un effetto momentaneo, che non risolve il problema alla radice. L’ingorgo resta lì, pronto a tornare più compatto di prima.

I rischi reali: perché è un errore costoso

Il primo problema è l’accumulo. Il bicarbonato, se non completamente sciolto, può depositarsi all’interno delle tubature, soprattutto in presenza di grasso. Col tempo, questa miscela può trasformarsi in una massa densa e compatta, molto più difficile da rimuovere rispetto all’ingorgo originale.

C’è poi il tema delle guarnizioni e dei sifoni, in particolare quelli più vecchi. L’uso ripetuto di sostanze acide o di reazioni chimiche in spazi chiusi può contribuire a indebolire le parti più delicate dell’impianto, favorendo microperdite o rotture improvvise.

Il risultato finale è paradossale: un rimedio pensato per “evitare l’idraulico” può diventare la causa diretta di una chiamata d’urgenza, con costi decisamente più alti di una manutenzione corretta.

Cosa fare invece: alternative sicure ed efficaci

La soluzione più semplice è spesso anche la più sottovalutata: il calore. L’acqua bollente, usata da sola, è molto più efficace nel sciogliere i grassi accumulati nelle tubature, soprattutto in cucina.

Quando l’ingorgo è più ostinato, i metodi meccanici restano i migliori alleati dei tubi. Lo stantuffo crea una pressione reale e controllata, mentre la molla flessibile permette di raggiungere e rimuovere fisicamente il tappo, senza lasciare residui.

Ancora più importante è la prevenzione. Filtri per capelli in bagno e per residui di cibo in cucina riducono drasticamente la formazione degli ingorghi. Piccoli accorgimenti che allungano la vita dell’impianto e ti evitano interventi inutili.

Conclusione

Aceto e bicarbonato hanno mille usi intelligenti in casa, ma gli scarichi non sono uno di questi. Usali per l’insalata, per le verdure o per le pulizie leggere, ma lascia le tubature fuori da questo esperimento chimico.

Se vuoi davvero proteggere i tuoi tubi e il tuo portafoglio, la regola è semplice: meno reazioni “scenografiche” e più metodi meccanici. Funzionano meglio, durano di più e non fanno danni nascosti.

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