Le fughe del pavimento sono uno di quei dettagli che possono rovinare l’aspetto di tutta la casa, anche quando il resto è perfettamente pulito.
Lavi il pavimento, profuma, sembra in ordine eppure quelle strisce scure restano lì, ostinate e antiestetiche. Per anni ho provato di tutto, spazzole, detergenti aggressivi, prodotti costosi, senza mai ottenere risultati davvero soddisfacenti.
Poi ho parlato con un esperto del settore, qualcuno che i pavimenti li tratta ogni giorno, e mi ha spiegato che stavo sbagliando approccio fin dall’inizio. Il problema non è la forza con cui strofini, ma il metodo che usi.
Perché le fughe si scuriscono e come agire davvero
Prima di capire come pulire le fughe, bisogna capire perché si sporcano così facilmente e in modo così persistente. Le fughe sono porose per natura: assorbono grasso, residui di detergente, polvere finissima e umidità come una spugna. In cucina la situazione è ancora peggiore, perché i vapori di cottura depositano uno strato sottile di grasso che con il tempo diventa quasi impermeabile ai normali lavaggi.

Il paradosso è che più si strofina energicamente con spugne abrasive, più si rischia di aprire ulteriormente la porosità dello stucco, facilitando i depositi futuri. La soluzione non è spingere lo sporco fuori con la forza, ma ammorbidirlo, scioglierlo e sollevarlo con un impacco attivo.
Il metodo rivelato dall’esperto è semplice: si prepara una pasta cremosa mescolando tre cucchiai di bicarbonato di sodio con acqua ossigenata a 10 volumi, si stende sulle fughe seguendo le linee e si lascia agire tra i 15 e i 30 minuti. Il tempo di posa è tutto — è il prodotto che lavora, non il braccio. Poi basta una spazzolina a setole rigide con movimenti brevi e un risciacquo con acqua calda, asciugando subito con un panno in microfibra per evitare che lo sporco si riattacchi.
Come potenziare il metodo e mantenere le fughe chiare nel tempo
Quando le fughe sono nere da anni, una sola passata potrebbe non bastare, ma la soluzione non è aumentare la forza: è aumentare l’efficacia. Una seconda applicazione dell’impacco, con un tempo di posa più breve di circa dieci minuti, spesso completa il lavoro in modo sorprendente. In alternativa, un pulitore a vapore usato prima o dopo l’impacco aiuta a sollevare i residui più tenaci senza aggredire lo stucco.
Per le macchie più ostinate esistono anche prodotti pronti a base di ossigeno attivo, che agiscono con lo stesso principio del bicarbonato e acqua ossigenata ma in formulazione più concentrata. È importante però fare sempre una prova in un angolo nascosto prima di trattare superfici delicate come il marmo.
Una volta ottenute le fughe chiare, mantenerle in buono stato è molto più semplice di quanto si pensi: basta usare poco detergente, risciacquare sempre bene per evitare residui e asciugare il pavimento invece di lasciarlo bagnato. Ogni due settimane un rapido passaggio con acqua calda e una punta di bicarbonato è sufficiente per tenere lontano l’annerimento, senza dover ricominciare ogni volta da capo con trattamenti impegnativi.






