Probabilmente hai sempre sbagliato ad utilizzare la lavatrice: mai 2 lavaggi consecutivi

La lavatrice è uno degli elettrodomestici più indispensabili nelle nostre case, ma quanti di noi la utilizzano davvero nel modo corretto?

Uno degli errori più comuni e sottovalutati riguarda l’abitudine di fare lavaggi consecutivi senza lasciare all’elettrodomestico il tempo necessario per “riprendersi”. Questa pratica, apparentemente innocua, può compromettere seriamente l’efficienza e la durata della lavatrice. Non si tratta solo di una questione tecnica: i lavaggi back-to-back influenzano anche la qualità del bucato e i consumi energetici.

La regola aurea suggerisce di attendere tra 30 e 90 minuti tra un ciclo e l’altro, un tempo che permette ai componenti interni di raffreddarsi, asciugarsi e stabilizzarsi. Ignorare questa semplice accortezza può portare a malfunzionamenti prematturi, maggiori spese di manutenzione e bollette più salate.

Il motore e i componenti hanno bisogno di raffreddarsi

Durante un ciclo di lavaggio, il motore lavora intensamente e l’elettronica genera calore che deve essere dissipato.

Quando avviamo la lavatrice, pompa, resistenza e motore entrano in azione producendo temperature elevate. Se non concediamo all’elettrodomestico una pausa adeguata tra un programma e l’altro, questi componenti rischiano di surriscaldarsi, compromettendo la loro efficienza e riducendo drasticamente la vita utile della macchina. Il surriscaldamento continuo può portare a guasti prematturi e malfunzionamenti costosi.

una lavatrice aperta con dentro dei panni
Il motore e i componenti hanno bisogno di raffreddarsi – designmag.it

La regola pratica da seguire prevede pause specifiche in base alla tipologia di lavaggio effettuato. Per cicli brevi a 30 minuti è sufficiente attendere circa 30 minuti prima di riavviare la lavatrice, permettendo un raffreddamento parziale ma sufficiente. I lavaggi di media durata (60 minuti) richiedono invece un’attesa di 60-90 minuti per garantire che tutti i sistemi tornino a temperatura ottimale.

Per i cicli più lunghi, che superano i 90 minuti, è consigliabile lasciare riposare l’elettrodomestico per almeno 90-120 minuti. Questo intervallo consente anche alle vibrazioni e agli attriti generati durante la centrifuga di stabilizzarsi, evitando stress meccanico eccessivo su cuscinetti e cinghie.

Umidità residua e prevenzione di muffe

Dopo ogni ciclo di lavaggio si accumula umidità all’interno della lavatrice che necessita di tempo per evaporare completamente.

Chiudere immediatamente l’oblò e avviare un nuovo lavaggio intrappola l’umidità residua creando le condizioni ideali per la proliferazione di muffe, batteri e cattivi odori. Questi microorganismi non solo compromettono l’igiene dell’elettrodomestico ma si trasferiscono anche sui vestiti durante i lavaggi successivi, vanificando gli sforzi di pulizia.

Lasciare l’oblò aperto tra un lavaggio e l’altro permette all’aria di circolare liberamente, facilitando l’asciugatura delle guarnizioni in gomma, del cestello e delle parti interne. Questa semplice abitudine previene la formazione di quella patina nera maleodorante che spesso si accumula sulle guarnizioni e riduce significativamente il rischio di allergie e irritazioni cutanee causate da residui batterici.

Inoltre, l’evaporazione dell’acqua stagnante nel filtro e nelle tubature interne impedisce la formazione di depositi calcarei che, col tempo, ostruiscono gli scarichi e riducono l’efficienza idraulica. La combinazione tra calore residuo e umidità elevata accelera anche il deterioramento delle parti in plastica e gomma, rendendole fragili e meno efficaci.

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