Pannelli isolanti domestici, probabilmente sono anche in casa tua: ecco cosa rilasciano nell’aria

Milioni di abitazioni in Italia sono coibentate con pannelli isolanti sintetici, materiali che hanno rivoluzionato l’efficienza energetica degli edifici ma che nascondono rischi spesso sottovalutati per la salute e l’ambiente.

Polistirene espanso, poliuretano e polistirene estruso rappresentano ancora oggi la maggioranza degli isolanti installati nelle case, grazie al loro costo contenuto e alle ottime prestazioni termiche.

Tuttavia, dietro l’apparente convenienza si celano problematiche significative: questi materiali derivano da processi petrolchimici inquinanti, possono rilasciare sostanze nocive nell’aria domestica e rappresentano un problema irrisolvibile al momento dello smaltimento.

La qualità dell’aria che respiriamo nelle nostre case è direttamente influenzata dai materiali edilizi utilizzati, e i pannelli isolanti sintetici contribuiscono all’accumulo di composti organici volatili e microplastiche negli ambienti chiusi, con possibili ripercussioni sulla salute respiratoria e sul benessere generale.

Le sostanze rilasciate dai pannelli isolanti sintetici

I pannelli isolanti tradizionali non sono materiali inerti: durante tutta la loro vita utile continuano a interagire con l’ambiente circostante, rilasciando gradualmente sostanze chimiche nell’aria che respiriamo quotidianamente.

Il poliuretano espanso e il polistirene possono emettere composti organici volatili (COV), tra cui formaldeide, stirene e altri idrocarburi aromatici, particolarmente nei primi anni dopo l’installazione ma anche successivamente quando esposti a fonti di calore o raggi UV.

Una donna in casa che tossisce e che sta male
Le sostanze rilasciate dai pannelli isolanti sintetici – desingmag.it

Questi composti possono causare irritazioni alle vie respiratorie, mal di testa, affaticamento e, in caso di esposizione prolungata, problemi più gravi alla salute. Gli agenti espandenti utilizzati nella produzione di alcuni pannelli in poliuretano includevano storicamente sostanze con altissimo potenziale di riscaldamento globale, e anche se le normative europee hanno progressivamente limitato queste sostanze, milioni di metri quadri di isolante già installato continuano a rilasciare gas serra durante la loro esistenza.

Un altro aspetto critico riguarda la degradazione del materiale nel tempo: quando questi pannelli invecchiano o vengono esposti a umidità, possono frammentarsi rilasciando microplastiche che si disperdono nell’aria domestica e vengono inalate dagli abitanti.

Le alternative naturali: più sicure per la salute e l’ambiente

Fortunatamente esistono soluzioni alternative che garantiscono eccellenti prestazioni isolanti senza compromettere la qualità dell’aria interna. I pannelli isolanti ecologici a base di fibra di legno, sughero, canapa e lana di pecora stanno conquistando quote crescenti di mercato grazie alle loro caratteristiche superiori in termini di salubrità ambientale.

Questi materiali naturali non solo non rilasciano sostanze nocive, ma in molti casi contribuiscono attivamente a migliorare la qualità dell’aria: la lana di pecora, per esempio, è in grado di assorbire e neutralizzare chimicamente la formaldeide e altri inquinanti presenti negli ambienti domestici.

La fibra di legno offre un’eccellente regolazione dell’umidità, assorbendo il vapore in eccesso quando l’aria è satura e rilasciandolo quando l’ambiente è troppo secco, prevenendo così la formazione di muffe e condensa che potrebbero compromettere la salubrità degli spazi abitativi.

Il sughero, con la sua struttura cellulare naturalmente chiusa, resiste a muffe, batteri e insetti senza necessità di trattamenti chimici aggiuntivi, mantenendo inalterate le sue proprietà per decenni.

Gestione cookie