Nel 50% delle abitazioni italiane fa freddo per questo motivo: ma sistemare è molto costoso

Quante volte, anche con il riscaldamento acceso al massimo, la casa continua a sembrare fredda e le bollette continuano a salire?

Il problema, nella maggior parte dei casi, non è il sistema di riscaldamento in sé, ma le pareti che lo circondano. L’Italia è un paese con un patrimonio edilizio molto vecchio: la maggior parte degli edifici residenziali è stata costruita tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, in un’epoca in cui l’efficienza energetica non era minimamente considerata nei criteri costruttivi.

Il risultato è che oggi circa la metà delle abitazioni italiane disperde il calore in modo massiccio, rendendo gli ambienti freddi, umidi e costosi da mantenere.

Il nemico invisibile: le pareti che non trattengono il calore

Il problema principale risiede nella totale assenza o nella grave insufficienza dell’isolamento termico. Nelle abitazioni costruite senza adeguata coibentazione, fino al 35% del calore prodotto dai termosifoni se ne va attraverso le pareti perimetrali, mentre un altro 20-25% si disperde tramite il tetto e gli infissi vetusti. È come riscaldare una stanza con le finestre aperte: i consumi rimangono altissimi, ma il comfort resta deludente.

Un operaio che installa dell'isolante nelle pareti
Il nemico invisibile: le pareti che non trattengono il calore – designmag.it

A questo si aggiungono i cosiddetti “ponti termici”, ovvero i punti in cui la continuità dell’isolamento viene interrotta — spigoli, angoli, pilastri — che creano zone particolarmente fredde sulle pareti e favoriscono la formazione di condensa e muffa. Un edificio non isolato può arrivare a consumare fino al doppio dell’energia rispetto a uno correttamente coibentato, con una spesa annua che in molte famiglie supera i 1.500 euro solo per il riscaldamento.

Il paradosso è che molti proprietari continuano ad aumentare la temperatura del termostato senza risolvere il problema alla radice, ignorando che la soluzione strutturale seppur costosa garantirebbe ritorni economici certi nel giro di pochi anni.

Quanto costa risolvere il problema e quali incentivi esistono nel 2026

Gli interventi per migliorare l’isolamento termico di un’abitazione variano molto in base alla tipologia scelta. La soluzione più efficace è il cappotto termico esterno, che consiste nell’applicazione di pannelli isolanti su tutta la superficie esterna dell’edificio: i costi possono oscillare tra i 15.000 e i 40.000 euro per un appartamento medio, a seconda della superficie e dei materiali utilizzati.

Esistono però soluzioni più accessibili, come l’isolamento dall’interno tramite pannelli in lana di roccia, sughero o polistirolo abbinati al cartongesso, o l’insufflaggio delle intercapedini nelle pareti cave, che per un appartamento di 100 mq può costare circa 2.000 euro con un ritorno dell’investimento in soli due o tre anni grazie ai risparmi in bolletta.

Per il 2026, i proprietari possono ancora contare su agevolazioni fiscali significative: il Bonus Ristrutturazione garantisce una detrazione del 50% per le prime case, mentre l’Ecobonus copre una quota importante delle spese per gli interventi di efficientamento energetico, con detrazioni da ripartire in dieci rate annuali. Scegliere il tipo di intervento giusto richiede una valutazione professionale dell’edificio, ma in quasi tutti i casi i benefici in termini di comfort, risparmio energetico e aumento del valore immobiliare superano di gran lunga il costo iniziale.

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