Land Art, le opere da vedere prima che sia troppo tardi

Ci sono tante opere di land art in Italia e nel mondo che vale la pena andare a visitare almeno una volta nella vita. Eccone alcune tra le più suggestive.

Veduta aerea del Cretto di Burri, land art nella Valle del Belice in Sicilia

Foto Shutterstock | Maurizio Caputo

Andiamo alla scoperta di alcune opere di land art in Italia e nel mondo che vale la pena visitare almeno una volta nella vita. La land art, o arte ambientale è una forma d’arte contemporanea che consiste in opere d’arte realizzate all’interno del paesaggio naturale. Si esprime in particolare negli spazi incontaminati come i deserti, la campagne, le spiagge e i laghi. Sono luoghi suggestivi che valgono una visita!

Cretto di Burri a Gibellina, in Sicilia

valle del belice land art a Gibellina
Foto Shutterstock | ste77

Un’opera di land art italiana da non perdere si trova in Sicilia, nella Valle del Belice, dove diversi artisti hanno espresso il loro estro in seguito al terremoto del 1968.

Sulle macerie della vecchia Gibellina, Alberto Burri creò quello che ora è conosciuto come il Cretto di Burri o Cretto di Gibellina. Il Grande Cretto è un’opera di arte ambientale realizzata tra il 1984 e il 1989, e con i suoi 80.000 metri quadri è una delle creazioni di land art più estese al mondo.

Land Art di Mauro Staccioli a Volterra in Toscana

opra di land art di Mauro Staccioli
Foto Shutterstock | Daniele Pisani

Mauro Staccioli a Volterra ha creato un’opera di land art che rappresenta un’esperienza unica per scoprire il territorio toscano sotto una luce diversa dal solito. L’artista ha voluto creare un percorso nella campagna di Volterra che ripercorre i suoi ricordi d’infanzia e il suo legame con il territorio toscano.

La City di Michael Heizer in Nevada

una delle sculture di City di Michael Heizer
Foto Michael Heizer | Ben Blackwell

City di Michael Heizer è l’opera di Land Art più grande del mondo e si può ammirare nel deserto del Nevada. È stata completata nel settembre 2022, mentre i lavori sono iniziati negli anni 70. Si tratta di un’opera mastodontica. Infatti è lunga circa due chilometri ed è larga 500 metri.

L’artista si è ispirato alle costruzioni delle grandi civiltà del passato, con chiari riferimenti alle piramidi in Egitto e all’architettura delle città mesoamericane.

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Parole di Kati Irrente

Giornalista per passione, scrive per il web dal 2008 spaziando da argomenti di cronaca e attualità alle ultime tendenze in fatto di lifestyle. Addicted del vivere green e della buona cucina, divide il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d’autore.