Il cappotto termico crea la muffa: ecco perché succede e come risolvere

L’installazione del cappotto termico rappresenta oggi una delle scelte più popolari per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, consentendo un notevole risparmio sui costi di riscaldamento e raffrescamento.

Tuttavia, molti proprietari di casa si trovano ad affrontare un problema inaspettato: la comparsa di muffa dopo l’intervento di isolamento. Questo fenomeno, apparentemente paradossale, può verificarsi quando l’installazione non viene eseguita correttamente o quando non si adottano le giuste misure preventive.

La muffa non è solo un problema estetico, ma rappresenta anche un rischio concreto per la salute degli occupanti e per la durabilità dell’edificio stesso. Comprendere le cause di questo fenomeno e conoscere le soluzioni adeguate è essenziale per godere dei benefici del cappotto termico senza effetti collaterali indesiderati.

Le ragioni della formazione di muffa dopo il cappotto termico

Il cappotto termico modifica radicalmente l’equilibrio termo-igrometrico dell’edificio, creando condizioni che richiedono nuove attenzioni. Quando si installa un isolamento esterno, le pareti interne diventano significativamente più calde, riducendo i ponti termici tradizionali. Paradossalmente, proprio questa maggiore tenuta può diventare problematica se non accompagnata da adeguate misure di gestione dell’umidità.

Delle tracce di muffa sul soffitto di una casa
Le ragioni della formazione di muffa dopo il cappotto termico – designmag.it

L’aria interna, infatti, contiene sempre vapore acqueo prodotto dalle attività quotidiane: ogni persona emette circa due litri d’acqua al giorno attraverso la respirazione e la traspirazione, a cui si aggiungono le quantità generate da cucina, docce e asciugatura del bucato. Prima del cappotto, parte di questa umidità fuoriusciva attraverso le microporosità delle pareti e gli spifferi.

Con l’isolamento, l’edificio diventa una sorta di contenitore sigillato dove il vapore tende ad accumularsi. Quando l’umidità relativa supera il 70%, e in presenza di temperature superficiali basse in alcuni punti critici, si creano le condizioni perfette per la proliferazione delle spore fungine.

Come prevenire e risolvere il problema della muffa

La ventilazione controllata rappresenta la soluzione più efficace per gestire l’umidità dopo l’installazione del cappotto termico. È fondamentale aprire le finestre almeno due volte al giorno per 10-15 minuti, creando correnti d’aria che favoriscono il ricambio completo.

Nei casi più problematici, l’installazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC) con recupero di calore diventa indispensabile: questi dispositivi garantiscono un ricambio d’aria continuo senza dispersioni energetiche significative.

Altrettanto importante è verificare che l’installazione sia stata eseguita a regola d’arte, prestando particolare attenzione ai raccordi con infissi, balconi e coperture, dove spesso si annidano difetti. L’utilizzo di pitture antimuffa traspiranti sulle pareti interne può offrire una protezione aggiuntiva.

Monitorare costantemente i livelli di umidità con un igrometro e mantenerli sotto il 60% è cruciale. Infine, in caso di muffa già presente, è necessario rimuoverla completamente con prodotti specifici prima di applicare qualsiasi trattamento preventivo, identificando e correggendo le cause che l’hanno generata.

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