Le stufe a pellet rappresentano oggi una delle soluzioni più apprezzate per riscaldare casa in modo efficiente ed economico.
Tuttavia, molti proprietari commettono errori che possono far lievitare notevolmente i consumi, vanificando i benefici di questa tecnologia. Non si tratta soltanto del pellet utilizzato: anche il consumo elettrico gioca un ruolo determinante nella spesa finale.
Spesso si sottovaluta l’impatto che ventole, sistemi di accensione automatica e dispositivi di controllo hanno sulla bolletta energetica. Un utilizzo scorretto, unito a una manutenzione inadeguata e alla scelta di pellet di bassa qualità, può trasformare un sistema di riscaldamento conveniente in una fonte di spreco considerevole.
Conoscere i consumi reali e adottare comportamenti virtuosi diventa quindi fondamentale per ottimizzare le prestazioni della stufa e mantenere sotto controllo le spese durante la stagione invernale.
Gli errori più comuni che aumentano drasticamente i consumi energetici
Uno degli errori più diffusi consiste nell’utilizzare la stufa a pellet a potenza massima per periodi prolungati, quando in realtà basterebbe una regolazione inferiore per mantenere il comfort desiderato. Molti utenti impostano la stufa al massimo durante l’accensione e dimenticano di ridurre successivamente la potenza, causando un consumo eccessivo sia di pellet che di elettricità.
Questo comportamento è particolarmente dispendioso perché le ventole e i sistemi di alimentazione lavorano in modo continuativo ad alta intensità, consumando fino a 100-120 watt nelle fasi di massima operatività.

Un altro errore frequente riguarda la mancata programmazione degli orari di funzionamento. Lasciare la stufa accesa anche quando non si è in casa o durante la notte, quando la temperatura può essere abbassata senza compromettere il benessere, comporta sprechi significativi. La programmazione intelligente consente invece di sfruttare le fasce orarie più economiche e di ridurre i cicli di accensione e spegnimento, che sono particolarmente energivori.
La qualità del pellet e la manutenzione: fattori decisivi per l’efficienza
La scelta di un pellet di qualità inferiore rappresenta uno degli errori più costosi che si possano commettere nella gestione di una stufa. Il pellet scadente produce più cenere, ha un potere calorifico ridotto e genera incrostazioni che compromettono l’efficienza dell’impianto.
Per risparmiare pochi euro sull’acquisto del combustibile, si finisce per consumare quantità maggiori e per sottoporre la stufa a uno stress meccanico che aumenta sia i consumi elettrici sia le necessità di manutenzione straordinaria.
È fondamentale verificare la certificazione del pellet e preferire prodotti con basso contenuto di umidità, idealmente inferiore al 10%. Altrettanto importante è lo stoccaggio corretto: conservare il pellet in ambienti umidi o esposti alle intemperie ne compromette le caratteristiche, aumentando l’umidità e riducendo il rendimento energetico.
La manutenzione periodica non deve essere sottovalutata: una pulizia settimanale del braciere e una revisione annuale completa garantiscono un funzionamento ottimale. Controllare regolarmente le guarnizioni della porta, verificare lo stato della canna fumaria e pulire lo scambiatore di calore sono operazioni essenziali per evitare dispersioni e mantenere elevata l’efficienza.






