Ho messo uno specchio più grande del lavabo: i designer storcono il naso, ma il bagno è diventato bellissimo

Entrare nel mio bagno ogni mattina mi dava sempre la stessa sensazione: tutto corretto, niente davvero memorabile. Fino a quando non ho cambiato un elemento.

Piastrelle chiare leggermente lucide, mobile sospeso in effetto rovere chiaro, rubinetteria nera opaca, una doccia in vetro trasparente. Uno di quei bagni “giusti”, che non puoi criticare ma che non ti resta in testa. Il problema, però, era concentrato in un punto preciso: lo specchio. Un rettangolo piccolo, montato sopra il lavabo come si è sempre fatto, che in pratica tagliava la parete a metà e rendeva il tutto più banale di quanto fosse in realtà.

A un certo punto ho smesso di guardare il bagno come un blocco unico e ho iniziato a fissare quel rettangolino di vetro. Era lui a spegnere tutto. Così mi sono ritrovata a prendere le misure e a cercare uno specchio molto più grande, di quelli che ti fanno pensare “forse è troppo”. Ho scelto una specchiera rettangolare con cornice sottile in rovere chiaro, alta abbastanza da prendere quasi tutta l’altezza utile e larga più del lavabo.

Il tipo di modello che trovi facilmente anche online, per esempio su Amazon, nella taglia intorno ai 140–160 centimetri di lunghezza, pensato in origine come specchio da parete intero ma perfetto anche sopra un mobile bagno.
Quando l’ho montato, senza toccare nient’altro, la stanza sembrava quasi un’altra. Lo specchio occupava finalmente il suo ruolo: non più accessorio, ma superficie che disegna la parete, cattura la luce, restituisce profondità.

Quando lo specchio rompe le regole (e migliora davvero il bagno)

Se chiedi a molti interior designer “vecchia scuola”, ti diranno che uno specchio più largo del lavabo è una mezza eresia. Nelle loro proporzioni canoniche la regola è chiara: specchio allineato al mobile, o leggermente più piccolo, così da rispettare una specie di cornice invisibile. È il metodo che si insegnava per anni: tutto centrato, tutto proporzionato, niente che esca troppo dalla misura del lavabo. Rompere questa simmetria, per loro, significa sbilanciare la composizione e far apparire il bagno meno “progettato”.

bagno con specchio prima e dopo
designmag.it -Quando lo specchio rompe le regole (e migliora davvero il bagno). Foto generata da AI

Il punto è che quelle regole nascono in un’epoca in cui i bagni erano più grandi, i mobili più massicci, gli specchi spesso incassati in strutture rigide. Oggi gli spazi sono più piccoli, le linee sono più leggere e la luce naturale o artificiale, è molto più importante di prima. In questo contesto, uno specchio grande, più largo del lavabo, smette di essere un errore e diventa una scorciatoia di stile. Io l’ho visto sulla mia pelle: la cornice in rovere chiaro della specchiera dialoga con il mobile sospeso, mentre la superficie di vetro dilata l’immagine di tutto quello che gli sta intorno.

Quello che i manuali non dicono è che, in un bagno come il mio, lo specchio non riflette solo il lavabo ma anche la parete laterale, un angolo di doccia, persino il bordo del tappeto. Il risultato è una specie di “panorama interno”: il bagno sembra più largo perché nello sguardo entra più stanza. E la cosa buffa è che, pur storcendo il naso su carta, molti designer negli hotel contemporanei fanno esattamente questo: specchi enormi, che non seguono la misura del lavabo ma quella della parete.

Dal punto di vista pratico, poi, non ho avuto nessuno dei drammi teorici che si paventano quando si parla di specchi grandi. Gli schizzi? Con un’attenzione minima non sono un problema maggiore rispetto a uno specchio piccolo. La pulizia? È vetro in più da pulire, sì, ma a fronte di una percezione dello spazio completamente diversa. A volte vale la pena uscire dal seminato per guadagnare qualcosa di molto più grande di qualche centimetro di vetro in meno.

La parete di fronte e il trucco per allargare ancora di più il bagno

Dopo qualche giorno con il nuovo specchio ho iniziato a fare un’altra cosa molto pericolosa: guardare la parete opposta. Perché quando cominci a cambiare un elemento, il resto ti appare con altri occhi. Nel mio bagno quella parete era neutra, corretta, un po’ sprecata. Una porzione di piastrelle chiare, una parete liscia sopra, niente di davvero pensato. Eppure è lei che lo specchio rimanda indietro ogni volta che entro. Se volevo che il bagno sembrasse ancora più largo, dovevo lavorare proprio lì.

Il trucco, in uno spazio stretto, è evitare di creare punti di interruzione inutili. Sto pensando di eliminare qualsiasi elemento visivo “spezzato” e puntare su segni orizzontali continui. Una mensola sottile, lunga quasi quanto la parete, montata a un’altezza che nello specchio risulti perfettamente orizzontale, diventerebbe una linea che accompagna lo sguardo da un lato all’altro. Niente moduli piccoli, niente quadretti sparsi: una sola presenza allungata, magari in legno chiaro o laccata dello stesso colore del mobile, che nello specchio si raddoppia e fa sembrare la stanza più ampia.

bagno con grande specchio
designmag.it -La parete di fronte e il trucco per allargare ancora di più il bagno. Foto generata da AI

Anche il colore gioca molto in questo gioco di illusioni. La parete opposta allo specchio non ha bisogno di essere vistosa, ha bisogno di essere morbida. Un tono chiaro ma leggermente più caldo delle piastrelle, steso in modo uniforme sulla parte non rivestita, crea un fondo continuo che, riflesso, allarga la stanza senza “urlare”. Sto valutando un beige molto soft o un greige chiaro che riprenda il rovere dello specchio: una tinta che non fa da protagonista, ma da tessuto connettivo.

Un’altra opzione che funziona benissimo con uno specchio grande è la luce. Immagina una piccola applique lineare montata proprio sulla parete opposta, a mezza altezza, con una luce diffusa e morbida. Nella realtà è solo una lampada in più; nello specchio diventa una seconda fonte luminosa, una specie di finestra inaspettata. Il bagno non si allarga davvero, ma tutto inizia a somigliare a quei render che si vedono nelle riviste: pochi elementi, pensati bene, che dialogano tra loro anche attraverso il riflesso.

La verità è che lo specchio più grande del lavabo è stato solo il primo passo. Ha cambiato subito il bagno, questo sì, ma soprattutto ha cambiato il modo in cui guardo quello spazio. Prima vedevo un ambiente piccolo e corretto; ora vedo una piccola stanza con un potenziale enorme, in cui basta lavorare su parete e riflesso per guadagnare centimetri di percezione. Ed è forse questo il punto più interessante: a volte non serve rifare il bagno, basta spostare il baricentro visivo. Lo specchio oversize fa esattamente questo, anche se qualche designer continuerà a storcere il naso.

Gestione cookie