Gli spazi espositivi contemporanei per le gioiellerie

Il Punto di Vista di Roberto Gasparotto, questo mese si concentra sull'evoluzione dell'arredamento delle gioiellerie

Sankt Moritz ReMida

Una recente mostra nelle vetrine di alcuni spazi commerciali mi ha suggerito questo soggetto di presentazione per i miei “Punti di Vista”.
Il soggetto/oggetto è l’esposizione finalizzata alla vendita di un prodotto commercialmente molto carico di riferimenti, si potrebbe dire ancestrali, come l’oro e l’argento o le pietre preziose. Questi luoghi commerciali, comunemente definiti Gioiellerie, sono visti dal pubblico e dalla clientela come un incontrastato esempio del Lusso Vero. Sembrano suggerire: “qui puoi comprare prodotti di alto livello e qui stai veramente vivendo un sogno”.

Nel mio immaginario una gioielleria e’ uno spazio con un consolidato utilizzo di materiali, trattati e lavorati secondo un preciso stile. Non posso dimenticare di citare le immagini di famose gioiellerie arredate da spesse tende di velluto, di poltroncine a forma di bomboniere e di vetrine fatte da lastre di pesanti cristalli bisellati e supportate da minuterie metalliche in ottone lavorato. Poi come non ricordare il film cult degli anni sessanta ‘Colazione da Tiffany’ con l’irraggiungibile charme di Audrey Hepburn?
La trama del film ci racconta come una semplice ragazza catapultata in una New York
cosmopolita, e vagamente trasgressiva, possa trovare la sua serenità esistenziale anche solo visitando lo spazio commerciale della nota gioielleria americana.

Monza ReMida

Gli interni di questo spazio sono proprio così: grandi bacheche in cristallo, velluti e porte
d’ingresso dall’aspetto pesante, come cancelli che custodiscono un sogno irraggiungibile per tutti noi.
Ma oggi come è proposto lo spazio di vendita di questa tipologia di prodotto?
Sembra essere sopravvissuto l’utilizzo di materiali importanti e trattati come gioielli.
Una sapiente lavorazione artigianale del legno, delle parti metalliche ed un contemporaneo concetto espositivo dove il prodotto diventa il protagonista vero dello spazio. Sono stati eliminati, rispetto alla tradizione, gli onnipresenti lampadari di cristallo boemo che lasciano il posto alle fonti luminose più attuali alimentate con Led o luci puntiformi proiettati sul prodotto in vendita.

Le sedute per i clienti non sono più improbabili tronetti ma ora si usano comodi e confortevoli prodotti di design. La suggestione dell’unicità ed il fascino del raro e dell’esclusivo non sono spariti anzi, sembrano essere sottolineati dal gioco delle luci ed ombre che accompagnano il visitatore o il potenziale acquirente. Oggi questi spazi però non intimoriscono più, si lasciano esaminare senza distacco, e penso che in questo stia la vera novità e modernità rispetto alle gioielleria del passato.
Per vedere questo non occorre andare a New York e non dobbiamo essere attori di un film cult, possiamo rendercene conto con esempi realizzati recentemente e con alta professionalità.

Foto:
Gioielleria ReMida Sankt Moritz – Prog. Arch. Ezio Riva 2013
Gioielleria ReMida Monza – Prog. Arch. Ezio Riva 2011

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