Food design: Cioccolatini Maglio

Maglio è un’azienda italiana che realizza squisiti cioccolatini

Maglio è un’azienda italiana che realizza squisiti cioccolatini che sono il risultato dell’unione tra conoscenza artigianale e volontà di sperimentare ed osare per creare prodotti innovativi di ottima qualità.
Maglio è un’azienda fondata nel cuore del Salento nel 1875 tramandata da padre in figlio con l’obiettivo sempre costante di realizzare prodotti di ottima qualità coniugando il buono con il bello.
 
Utilizzando i frutti della ricca terra di Puglia, come fichi, mandorle, noci, albicocche, pesche, arance e pere, Maglio ha creato delle specialità che ne hanno decretato il successo attraverso una distribuzione capillare in Italia e all’estero. Maglio ha cinque show room monomarca a Maglie, Lecce, Bari, Nuovo Aeroporto Internazionale di Bari e Forio d’Ischia.
 
Caratteristica del marchio Maglio è il binomio frutta-cioccolato che vengono uniti in piccoli e deliziosi cioccolatini che fanno venire l’acquolina in bocca solo a guardali ma è anche disponibile una vasta gamma di cioccolatini dai gusti classici o più ricercati.
 
Il segreto di Maglio è l’uso di prodotti di ottima qualità e di processi produttivi in grado di coniugare l’innovazione e la tecnologia con l’artigianato più puro. Il risultato sono collezioni di cioccolatini dalla forma ricercata confezionati in stupende scatole dal profilo elegante e accattivante.
 
Le confezioni sono realizzate in legno chiaro raffinato oppure in cartone plastificato lucido con fiocchi e decori dai colori brillanti e tutte contraddistinte dal caratteristico marchio raffigurante una carrozza: un omaggio ad un preciso momento storico dell’Azienda, quando, alla fine dell’800, la famiglia aprì una locanda con cambio di cavalli e una piccola trattoria con annesso laboratorio per dolciumi.
 
Le confezioni di cioccolatini Maglio sono ottime idee regalo per gli amici e i parenti più golosi! In fotogallery potete curiosare alcuni prodotti della nuova collezione Maglio per l’autunno-inverno 2009.

Parole di Eleonora zegna