Dimentica il 2025: ecco l’oggetto di design che diventerà il nuovo ‘mai più senza’ della prossima stagione

Sarebbe bello entrare in un 2026 dove la tecnologia diventa più discreta e meno evidente, meno ingombrante, seppur sempre più utile. Tutto questo è possibile grazie ad un oggetto in particolare

C’è sempre un momento, a inizio anno, in cui guardiamo la casa con occhi diversi. Dopo aver ospitato cene, brindisi e un po’ di caos, ci accorgiamo che molte soluzioni che consideravamo comode nel 2025 oggi sembrano superate. Troppi cavi, troppe luci sbagliate, troppi oggetti che fanno una cosa sola ma occupano spazio come se fossero indispensabili.

È qui che entra in scena l’oggetto che il mondo del design sta iniziando a sussurrare come la novità del 2026: il Totem Tecnologico, chiamato anche Multi-Hub Emozionale. Non un accessorio, non una lampada, non un diffusore. È la sintesi di ciò che cercavamo da anni: tecnologia nascosta, atmosfera controllata, benessere quotidiano che non passa dall’app ma dall’oggetto stesso.

Il nuovo “mai più senza”: quando il mobile diventa (finalmente) intelligente

Ammettiamolo: abbiamo passato gli ultimi anni a nascondere cavi dietro i divani e a posizionare purificatori d’aria che sembrano sculture futuristiche capitate lì per errore. Il 2026, però, segna la fine di questa tregua armata tra estetica e tecnologia. La tendenza che sta emergendo , e che brand come Bang & Olufsen o le collaborazioni tra IKEA e Sonos hanno solo anticipato, è quella dei Multi-Hub Emozionali.

hub multisensoriali
designmag.it – ikea.com -Il nuovo “mai più senza”: quando il mobile diventa (finalmente) intelligente

Non chiamatelo “gadget”. Parliamo di pezzi d’arredo veri, realizzati in materiali nobili come il marmo di Carrara o il legno cannettato, che all’interno nascondono un cuore tecnologico silenzioso. Immaginate un tavolino d’appoggio o una console da ingresso che fa tre cose contemporaneamente, senza che si veda un solo tasto:

  • Purificazione invisibile: Niente più “torri” di plastica in mezzo alla stanza. I nuovi sistemi di filtraggio sono integrati nel fusto dell’oggetto. Dopo il cenone, mentre i vostri ospiti si godono l’ultimo amaro, il mobile “sente” l’aria pesante e inizia a purificarla, diffondendo note di cedro e pepe nero (molto più eleganti del classico profumo spray da supermercato).
  • La fine della caccia alla presa: Il piano superiore è un’unica superficie di ricarica wireless. Non importa dove appoggiate lo smartphone: il legno o la pietra trasmettono energia. È la fine dei cavi bianchi che penzolano dalle prese, un piccolo miracolo per chi odia il disordine visivo.
  • Luce che capisce il tuo umore: La lampada integrata non ha un semplice interruttore. Segue il ritmo circadiano: una luce fredda che ti sveglia il mattino del 1° gennaio e una tonalità calda, quasi color ambra, che ti accompagna verso il relax serale, simulando il calore di un camino acceso.

La vera rivoluzione? Non sembra tecnologia. Se il 2025 è stato l’anno degli schermi ovunque, il 2026 sarà l’anno della tecnologia che scompare. Questi “Totem” entreranno nelle nostre case non perché siamo dei fan dell’hi-tech, ma perché finalmente qualcuno ha capito che una casa bella deve, prima di tutto, farci vivere meglio.

Perché proprio adesso? Perché il 2026 chiede un nuovo tipo di design

Negli ultimi anni la tecnologia è stata chiassosa: schermi ovunque, oggetti connessi che ci chiedevano continuamente attenzione, accessori che aggiungevano funzioni ma non sottraevano rumore visivo. Il 2025 è stato l’anno di questa saturazione. Il 2026, al contrario, apre un nuovo capitolo: quello degli oggetti olistici, che non vogliono “mostrare” la loro innovazione, ma curare la qualità dello spazio. È la prima volta che tecnologia e atmosfera collaborano davvero.

Totem Tecnologico (o Multi-Hub Emozionale)
designmag.it -Perché proprio adesso? Perché il 2026 chiede un nuovo tipo di design

Ecco perché il Totem Tecnologico è destinato a diventare il nuovo “mai più senza”: dà una risposta coerente a tre problemi reali delle case contemporanee come aria pesante, ordine precario, luci sbagliate, ma lo fa senza mai sembrare un dispositivo.

Un nuovo status symbol? No: un nuovo modo di abitare

Non sarà una lampada da intenditori né l’ennesimo gadget da smart home. Sarà un oggetto che entra nei salotti perché fa stare meglio, e rimane perché si integra visivamente con qualunque stile: essenziale, nordico, mediterraneo, high-end o completamente minimale. Il materiale scelto non cambia la sua funzione, ma racconta una diversa interpretazione estetica: marmo chiaro per un’idea più scultorea, noce caldo per chi cerca una presenza domestica, vetro cannettato per chi ama la luce filtrata.

Dopo una notte di festa, tra fumi di cucina, calici sparsi e stanze illuminate a metà, l’idea di un oggetto che purifica, illumina e mette ordine diventa quasi poetica. È la versione design di un “anno nuovo, aria nuova”. Non promette miracoli, ma una piccola forma di armonia quotidiana. E forse è per questo che diventerà l’oggetto del 2026: non vuole stupire, vuole accompagnare.

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