C’è una cosa che ho sempre fatto, fin da quando ero piccola: appena finisco di cucinare, prima ancora di sedermi a tavola, il piano della cucina è già pulito, le padelle lavate e tutto rimesso a posto.
Per tutti intorno a me era quasi un’ossessione, qualcosa di esagerato e poco necessario. Eppure io non riuscivo a farne a meno: lasciare anche solo una macchia di olio sul fornello mi dava una sensazione di disagio che durava per ore. Un giorno, durante una sessione con la mia psicologa, ho deciso di parlarle di questa abitudine.
Il suo commento mi ha lasciata sorpresa e, in un certo modo, orgogliosa: non si trattava di una mania, ma di un segnale di qualità che in pochi possiedono davvero.
L’ordine durante la cucina: quando il cervello lavora meglio
Quello che la psicologa mi ha spiegato ha cambiato il modo in cui vedo questa abitudine. Pulire mentre si cucina non è un gesto meccanico o compulsivo: è una forma di allenamento mentale che il nostro cervello compie senza che ne sia del tutto conscio.

Ogni volta che rimetto al suo posto un mestolo o pulisco un piano di lavoro mentre la salsa bolle, sto esercitando quello che gli esperti chiamano memoria di lavoro, cioè la capacità di gestire più compiti contemporaneamente senza perdere il filo. È un po’ come dirigere una piccola orchestra: devo tenere sotto controllo il tempo di cottura, il fuoco sotto la padella e, allo stesso tempo, tenere gli spazi attorno a me ordinati.
Questa capacità di coordinare diverse azioni in parallelo è la stessa che entra in gioco ogni volta che organizzo una giornata di lavoro complessa o gestisco un progetto con scadenze multiple. Non a caso, gli studi sulla comportamentale mostrano che chi mantiene l’ambiente pulito durante l’attività creativa o lavorativa tende a prendere decisioni più lucide e a commettere meno errori.
Perché questa abitudine dice molto di più di quel che sembra
Ma non finisce qui. La psicologa mi ha illustrato anche un altro aspetto che non avevo mai considerato: la capacità di rinunciare a un piacere immediato in favore di un beneficio futuro. Quando scelgo di pulire prima di sedermi a mangiare, sto inconsapevolmente allenando quella parte del cervello che gli psicologi chiamano autocontrollo.
Sacrifico quei cinque minuti di riposo per avere poi un ambiente pulito e una sensazione di benessere che dura molto più a lungo. Secondo la ricerca comportamentale, questa attitudine è strettamente collegata alla capacità di pianificare, di fare previsioni e di gestire le emozioni anche in situazioni di stress.
Chi riesce a completare i piccoli compiti quotidiani senza rimandare dimostra una forma di intelligenza emotiva che si applica anche in contesti ben più complessi, come le relazioni o la vita professionale. Ogni piatto lavato subito, ogni superficie pulita con tempismo, è in pratica un piccolo allenamento della mente che, nel tempo, si trasforma in uno stile di vita più equilibrato e consapevole.






