Cottura al microonde, ISS fa chiarezza sulla sua pericolosità

Il forno a microonde è diventato un compagno inseparabile della vita quotidiana: lo troviamo in casa, negli uffici, nei bar e ristoranti, ovunque ci sia bisogno di scaldare o cuocere rapidamente qualcosa.

Nonostante la sua presenza capillare e l’utilizzo ormai consolidato da decenni, persistono domande e timori sulla sua sicurezza che alimentano dubbi in molte persone. Le microonde possono alterare pericolosamente gli alimenti? Il cibo diventa radioattivo? Questo metodo di cottura favorisce l’insorgenza di tumori?

L’Istituto Superiore di Sanità ha deciso di fare chiarezza una volta per tutte attraverso il portale ISSalute, fornendo risposte scientificamente fondate e autorevoli che smontano definitivamente i falsi miti ancora diffusi. La risposta ufficiale è netta e rassicurante: utilizzare il microonde non comporta rischi per la salute.

La posizione scientifica dell’ISS

L’ISS è categorico sul portale ISSalute: “La cottura nel forno a microonde non altera il cibo e non causa tumori”. Gli alimenti preparati con questo metodo mantengono lo stesso valore nutritivo del cibo cotto in un forno tradizionale, con l’unico vantaggio che l’energia a microonde penetra più in profondità riducendo significativamente i tempi di cottura.

Un microonde su un tavolo con sopra un segnale di pericolo
La posizione scientifica dell’ISS – designmag.it

Il meccanismo di funzionamento è ben preciso: i forni scaldano il cibo attraverso radiazioni a radiofrequenza, onde radio con lunghezze d’onda che vanno da uno millimetro a trenta centimetri, dotate di una quantità di energia molto bassa.

Queste microonde vengono assorbite dalle molecole di acqua e grasso presenti negli alimenti che, ricevendo energia, iniziano a vibrare generando attrito molecolare: è questo sfregamento tra molecole a produrre il calore che cuoce il cibo. Un punto fondamentale chiarito dall’ISS riguarda la radioattività: il cibo non diventa assolutamente radioattivo e non rimane alcuna energia residua né nel forno né negli alimenti dopo lo spegnimento dell’apparecchio.

Raccomandazioni per un utilizzo corretto e sicuro

L’ISS evidenzia che l’unico limite tecnico delle microonde è la penetrazione non uniforme in parti di cibo troppo spesse, che può determinare una cottura disomogenea. Per questo motivo gli esperti raccomandano sempre di far “riposare” l’alimento per diversi minuti dopo la cottura, consentendo al calore di distribuirsi uniformemente in tutto il cibo.

Questa fase di riposo non è solo importante per la qualità della preparazione, ma ha anche un effetto cruciale contro eventuali microorganismi presenti negli alimenti, garantendo una maggiore sicurezza alimentare rispetto alla cottura tradizionale che non prevede questo passaggio.

Polichetti sottolinea un aspetto rassicurante confrontando l’esposizione del microonde con quella dei telefoni cellulari: “Se compariamo questo tipo di esposizione a quella del forno a microonde, sia in termini di intensità sia di durata, perché le persone non stanno certo attaccate a questo elettrodomestico come a un telefono, è ragionevole pensare che il rischio, già limitato con i telefonini, è di molto più trascurabile con i forni a microonde”.

Gestione cookie