Il 2026 segna l’inizio di una fase cruciale per chi ha beneficiato dei bonus edilizi degli ultimi anni. L’Agenzia delle Entrate ha infatti attivato un sistema di controllo capillare che coinvolgerà circa 200.000 proprietari immobiliari nel prossimo triennio.
L’obiettivo è verificare che gli interventi di riqualificazione finanziati con fondi pubblici abbiano trovato corretto riscontro negli archivi catastali. Chi ha usufruito di Superbonus, Ecobonus, Bonus Facciate o detrazioni per ristrutturazioni dovrà assicurarsi che la rendita catastale del proprio immobile rispecchi l’effettivo incremento di valore ottenuto.
Il Fisco ha infatti sviluppato algoritmi sofisticati che incrociano i dati delle detrazioni richieste con le planimetrie depositate, individuando con precisione le discrepanze tra stato dichiarato e situazione reale. Le tecnologie satellitari e i droni rappresentano gli strumenti più innovativi di questa operazione di trasparenza fiscale.
Lettere di compliance e ravvedimento operoso
L’Agenzia delle Entrate ha predisposto l’invio di comunicazioni formali ai contribuenti che presentano incongruenze tra i lavori effettuati e quanto risulta al Catasto, offrendo la possibilità di regolarizzare spontaneamente la propria posizione. Queste lettere non costituiscono ancora un atto di accertamento vero e proprio, ma rappresentano un invito al ravvedimento operoso.

Il Fisco inizialmente si è concentrato sui casi più eclatanti, dove l’incremento di valore superava il 300% rispetto alla spesa sostenuta, ma progressivamente sta estendendo i controlli anche a scostamenti più contenuti, attorno al 100%. Chi ignora queste comunicazioni rischia che l’Amministrazione proceda autonomamente all’attribuzione di una rendita presunta, calcolata sulla base di parametri statistici che spesso risultano più gravosi rispetto alla realtà.
Inoltre, l’omessa variazione catastale comporta il pagamento di arretrati IMU, sanzioni, interessi e oneri istruttori. Per questo motivo è fondamentale rispondere tempestivamente, eventualmente avvalendosi di un tecnico abilitato per presentare la denuncia di variazione tramite il software Docfa. Il termine di 30 giorni dall’ultimazione dei lavori è tassativo per l’aggiornamento catastale, soprattutto quando l’incremento di valore supera il 15%.
Tecnologie avanzate e potenziamento del personale: il nuovo volto dei controlli fiscali
Il salto tecnologico compiuto dall’Agenzia delle Entrate si concretizza nell’utilizzo di fotointerpretazione satellitare e monitoraggio tramite droni, strumenti che permettono di individuare modifiche volumetriche, ampliamenti, recuperi di sottotetti e nuove pertinenze senza necessità di sopralluoghi fisici. Le immagini aeree vengono confrontate con quelle storiche attraverso sistemi automatizzati che generano segnalazioni immediate in presenza di difformità.
Questo approccio consente di scovare le cosiddette “case fantasma”, immobili non censiti o dichiarati in modo difforme dalla realtà. A supporto di questa strategia hi-tech, l’Agenzia ha assunto 2.950 nuovi dipendenti destinati esclusivamente al contrasto dell’evasione immobiliare, con sistemi di incentivi legati al raggiungimento degli obiettivi di recupero.
Il contribuente che si vede attribuire una rendita d’ufficio ha 60 giorni per presentare ricorso, ma l’onere della prova spetta a lui: dovrà dimostrare, tramite perizia asseverata, che la rilevazione satellitare è stata interpretata erroneamente. Un meccanismo che ribalta il tradizionale rapporto tra Fisco e cittadino, rendendo ancora più conveniente la regolarizzazione spontanea prima che scatti l’accertamento automatico.






