Ogni tanto arriva qualche buona notizia anche se abitiamo in un condominio dove ci sono sempre problemi, ammettiamolo! Oggi vi vogliamo dire che potete richiedere un risarcimento.
In questo caso se abbiamo un bar o un ristorante che non emana odori piacevoli nel nostro condominio. Andiamo a vedere meglio insieme che cosa è successo.
Arriva il risarcimento in caso di cattivi odori
Quando si parla di condominio e di attività commerciali sottostanti non sempre ci sono commento positivi, anzi. Quante volte un ristorante o un bar producono rumore creando dei disturbi agli inquilini che abitano sopra. Oppure ci sono degli odori non gradevoli che arrivano fino nelle abitazioni di privati cittadini.

Di recente, in una situazione del genere, si è pronunciato il Tribunale di Nola con la sentenza numero 3285 del 5 dicembre. In questo caso si parlava di una risto-pescheria che emanava odori poco gradevoli. La decisione è interessante perché ha indicato i limiti di tollerabilità, responsabilità dell’esercente e diritto al risarcimento.
La questione principale era per quanto riguarda gli odori e la possibilità di godersi la propria casa. Come possiamo leggere si parlava di odori forti e persistenti, in quanto si aveva a che fare con il pesce. Questi si infiltravano nella parti comuni e raggiungevano anche terrazzi di proprietà esclusiva.
In un primo momento i condomini si sono affidati alle diffide per poi arrivare al giudice civile al quale hanno chiesto la cessazione di immissioni intollerabili e l’adozione di accorgimenti tecnici ed idonei per contenerle. Il negoziante si è difeso indicando che aveva utilizzato tutte le procedure previste per legge.
Anche una apposita cappa aspirante con filtri ai carboni attivi e le emissioni, come accertato anche dalla ASL non erano nocive. Il tribunale ha chiesto una consulenza tecnica d’ufficio che ha portato una conclusione sfavorevole all’esercente. La CTU, infatti, ha analizzato se le esalazioni superavano la tollerabilità.
La risposta è stata affermativa ed ha indicato anche un impianto di aspirazione e depurazione sottodimensionato in base alla grandezza del locale. Ha quindi dichiarato il tribunale lo sto alle emissioni con l’applicazione entro sei mesi degli accorgimenti tecnici indicati nella CTU ed il risarcimento danni non patrimoniali di 500 euro per i condomini danneggiati, oltre alle spese legali e al costo della consulenza.
Quindi, possiamo vedere che le autorizzazioni amministrative non escludono la responsabilità civile dell’esercente. Nel caso tu abbiamo un problema similare puoi sempre chiedere ad un avvocato di leggere con attenzione questa particolare sentenza che potrebbe aiutarti.






