Uno dei problemi che spesso si riscontrano in condominio, indipendentemente se sia una casa di proprietà o in fitto, è quella di ritrovarsi con delle macchie di umidità sulle pareti. Un problema molto comune e che spesso si tende a generalizzare senza essere a conoscenza della vera causa scatenante. Ecco che quindi, prima di poter procedere sarà importante capire di cosa si tratta.
In genere, quando le macchie sono presenti nella parte bassa delle pareti, si tratta di un danno dovuto ad umidità di risalita, spesso dovute ad infiltrazioni. In questo caso, una delle prime cose che si fa è quella di ‘chiedere la riparazione del danno’ a chi di dovere, senza sapere che prima di fare qualsiasi tipo di richiesta, ci sono delle doverose distinzioni da fare.
Infatti, prima di cercare l’effettivo colpevole a cui richiedere il risarcimento, sarà importante avere la certezza di cosa stia realmente accadendo e solo dopo le dovute verifiche si potrà procedere.
Umidità e infiltrazioni di risalita a chi spetta il pagamento dei danni? Finalmente possiamo fare chiarezza
Quando si parla di umidità di risalita è opportuno sapere che esistono diverse cause scatenanti e di conseguenza ci saranno diversi responsabili e diversa ripartizione delle spese, nel dettaglio può dipendere da:
- Condensa o ponti termici: umidità dovuta a scarsa ventilazione o ad un isolamento insufficiente dei pilastri
- Perdite occulte: dovuta a tubazioni rotte che possono essere comune o private
- Infiltrazione esterne: a pareti confinanti, da muri a contatto diretto con il terreno, o ancora da cortili, pluviali, giunti
- Risalita capillare: l’acqua del terreno che ‘sale’ attraverso i pori dei materiali.

Una volta capita la causa, allora si potrà procedere con la riparazione l’eventuale richiesta di danni. Nello specifico, il condominio è tenuto a pagare secondo secondo l’Articolo 1117 del Codice Civile: il suolo, le fondazioni e i muri maestri sono parti comuni. Se l’umidità proviene dal sottosuolo perché le fondazioni non sono isolate o i muri portanti assorbono acqua come spugne, la responsabilità è del condominio.
In questo caso la spesa verrà ripartita tra i condomini in base ai millesimali, inoltre, anche le spese per riparare i danni subiti all’interno dell’appartamento saranno sempre a carico dei condomini. Tuttavia, c’è una piccola eccezione e in questo caso potrebbe riguardare il ‘vespaio’ ossia quell’intercapedine tra terreno e pavimento che serve ad isolare la casa.
Al riguardo la Cassazione ha chiarito che, se il vespaio serve solo a migliorare la salubrità di un singolo appartamento al piano terra, in questo caso verrà considerato di proprietà privata. Di conseguenza, se l’umidità dipende da un difetto del vespaio privato, in questo caso le spese saranno a carico del singolo proprietario.
In conclusione, per avere la certezza di chi effettivamente debba pagare i danni subiti, si dovrà fare subito una perizia tecnica che accerterà la causa, avviare una segnalazione e aspettare l’intervento dell’amministratore. Una volta che la perizia darà certezza della causa, si potrà procedere con l’eventuale richiesta di pagamento.






