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Arredamento

Complementi d’arredo: i divani Chesterfield si confermano un evergreen per la zona living

Il divano Chesterfield continua a essere tra i complementi d’arredo più apprezzati, dato che permette di valorizzare con un tocco di stile ed eleganza qualsiasi ambiente della zona living della casa.

Le origini di quello che può essere considerato un vero e proprio evergreen dell’interior design risalgono alla fine del XV secolo, quando nell’omonima città di Chesterfield, in Inghilterra, Lord Philippe Stanhope chiese di ispirarsi alle carrozze dell’epoca per realizzare un divano che fosse al contempo comodo ed elegante.

Al giorno d’oggi sul mercato è possibile trovare un’ampia varietà di proposte, grazie all’offerta messa a disposizione, anche online, dalle migliori aziende del settore. A questo proposito, per trovare il modello più indicato per la propria zona living è possibile guardare ai divani Chesterfield sul sito vamadivani.it, e-commerce della celebre realtà artigianale italiana che dal 1972 realizza complementi in grado di coniugare al meglio comfort e stile.

I principali punti di forza dei divani Chesterfield per la zona living

Legno massello, cinghie elastiche in juta, trama capitonnè, ovvero con linee squadrate sul rivestimento che incontrano i grandi e tipici bottoni, e, infine, braccioli arrotondati a ricordare le corna di un ariete sono solo alcuni dei tratti caratteristici di un divano Chesterfield.

La qualità di questi divani si riscontra quindi già nella scelta stessa dei materiali i quali, anche nelle versioni moderne, restano comunque durevoli nel tempo. Il rivestimento in pelle, poi, con la tipica lavorazione che caratterizza il Chesterfield, molto spesso viene eseguita a mano per avere rifiniture più precise. La gommapiuma delle imbottiture, invece, è anch’essa di ottima fattura al fine di consentire una seduta sì stabile, ma anche confortevole.

Per quanto concerne i braccioli poi, vi è la possibilità di sceglierli molto classici e importanti, oppure meno accentuati, a seconda delle esigenze d’arredo e dei gusti personali. Lo schienale stesso si può presentare alto e avvolgente, specie nei divani Chesterfield con meno posti o nelle poltrone, oppure basso e lineare.

Infine, i piedini d’appoggio possono essere o compatti e ben nascosti o lunghi e sottili, con il legno in bella vista, specialmente nelle rivisitazioni contemporanee.

Divani Chesterfield: dalla reinterpretazioni moderne alle idee d’arredo

I divani Chesterfield, dunque, si possono reinterpretare anche secondo una visione moderna: ecco quindi comparire delle dormeuse, che rendono il salotto o la zona living davvero esclusiva e unica nel suo genere. Qualora si avesse un ampio spazio a disposizione sarà invece possibile optare per dei grandi divani angolari.

Ma oltre alla forma di braccioli, schienale e dimensioni stesse, a variare sono soprattutto i colori e le rifiniture: al posto dei bottoni possono trovarsi dei luminosi cristalli Swarovski, oppure ai classici toni sul marrone si contrappongono il rosso mattone o acceso, il verde bottiglia e il bianco panna.

Naturalmente, abbinare un Chesterfield agli altri complementi di arredo significa avere già in casa uno stile piuttosto classico, talvolta con la presenza di sfumature contemporanee e più moderne. Un tipico divano di questa tipologia, da solo può arredare un salotto in maniera importante e ha bisogno solamente di pochi oggetti (tendenzialmente più semplici) così che possa essere valorizzato al meglio.

Altro complemento molto gettonato è il tappeto, che può presentarsi in tonalità più chiara o a contrasto con il divano stesso. Da evitare, naturalmente, troppi elementi in stile barocco o comunque imponente, al fine di non appesantire la stanza e rendere sempre protagonista il Chesterfield.

Questi divani, poi, possono anche trovarsi nella zona notte o in un open space opportunamente caratterizzato da uno stile a metà tra il retrò e il moderno, senza dimenticare che esistono anche le poltrone in linea da abbinarvi. Non solo si possono così aggiungere sedute ulteriori negli spazi idonei, ma anche giocare sui colori.

Redazione DesignMag

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