Come difendersi dall’ufficiale giudiziario durante lo sfratto: il suo ruolo e i suoi limiti

Lo sfratto di un inquilino scatta quando questi è moroso, e sono necessari alcuni passaggi obbligatori; esistono diritti e doveri.

L’inquilino può diventare moroso anche solo dopo una mensilità di canone non pagata; ovviamente lo sfratto esecutivo non scatta subito e sono necessari dei passaggi, per i quali la Legge tutela sia il locatore che il locatario.

Quando viene accertata la morosità, il Tribunale competente emette un’ordinanza di sfratto, su richiesta del proprietario dell’immobile. In seguito, interviene la figura dell’ufficiale giudiziario, che va materialmente a far liberare l’immobile dall’inquilino moroso.

Prima di arrivare all’atto esecutivo, però, l’inquilino può anche presentarsi alla prima udienza e pagare il debito residuo con gli interessi, in modo da fermare l’ordinanza di sfratto. A seconda dei casi possono volerci anche due o tre mesi prima che si arrivi alla fine del procedimento.

Quand’è che l’inquilino può difendersi dall’azione dell’ufficiale giudiziario?

La Legge è molto chiara nei confronti dei rapporti intercorsi tra un proprietario e il suo inquilino, tuttavia in alcuni casi lo sfratto esecutivo può non essere attuato.

quando lo sfratto esecutivo non viene effettuato
Non sempre lo sfratto esecutivo porta a liberare l’immobile – Designmag.it

Il proprietario di un immobile ha il diritto di rientrarne in possesso anche in modo forzoso, quando l’inquilino non paga il canone mensile, o comunque non rispetta i termini pattuiti. Se le due parti coinvolte, ovvero proprietario e inquilino, non trovano un accordo, magari verbale, interviene la figura dell’ufficiale giudiziario.

Il primo passo è infatti quello di una lettera in cui si chiede all’inquilino di liberare e consegnare l’appartamento, ma anche il pagamento delle mensilità arretrate e/o di tutti i debiti in essere (ad esempio le spese condominiali di competenza dell’inquilino stesso).

Lo sfratto arriva se l’inquilino non regolarizza la sua posizione. Se ad esempio non si presenta all’udienza o non rispetta i termini stabiliti per il pagamento di quanto dovuto, lo sfratto viene convalidato a tutti gli effetti.

Ci sono alcuni casi però in cui lo sfratto non può essere eseguito. Questo accade quando ad esempio il contratto di locazione non è stato correttamente registrato all’Agenzia delle Entrate, o quando appunto c’è solo un accordo verbale e i pagamenti del canone avvengono “in nero”.

In altre situazioni, come ad esempio la presenza di minori nell’appartamento, lo sfratto può essere ugualmente eseguito, ma i tempi si allungano perché comunque intervengono anche i servizi sociali, a tutela appunto dei minori. 

Di conseguenza è sempre bene sapere come funziona la Legge, perché a volte sono proprio i proprietari a non comportarsi correttamente con gli inquilini, e non solo viceversa: per fortuna la Legge contempla tutte le casistiche e permette a tutte le parti interessate di ottenere giustizia.

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