Bonus ristrutturazione: se commetti questo banale errore perdi tutto

Addio al Bonus ristrutturazione se commetti questo banalissimo errore.

In moltissimi hanno chiesto e stanno facendo i lavori utilizzando uno strumento davvero molto interessante ed utile, parliamo del Bonus ristrutturazione.

Il problema però nasce se commettiamo un piccolo errore. Il motivo? Potremmo rischiare di perdere tutto e non ricevere nulla, quindi, non ci perdiamo in chiacchiere e vediamo a cosa prestare attenzione.

Quale errore non commettere per non perdere il Bonus

Con il passare degli anni e, soprattutto, l’avvento dell’intelligenza artificiale, il Fisco è passato da controlli a campione alla vigilanza costante e automatizzata per le varie agevolazioni edilizie che si possono richiedere. Oggi, infatti, vengono incrociati senza fatica i flussi delle fatture elettroniche con le risultanze catastali ed i movimenti bancari.

mani che montano pavimento in legno e martello in gomma
Quale errore non commettere per non perdere il Bonus-Designmag.it

Ma quale svista comporta la perdita dei benefici? Il sistema dei rimborsi ruota, quasi principalmente, sulla natura dell’immobile oggetto del nostro intervento. La norma, infatti, prevede che la casa oggetto dell’intervento e del relativo bonus è quella dove si dimora insieme al nostro nucleo familiare.

Non solamente, per l’Agenzia delle Entrate, infatti, non basta la residenza ma vengono controllati anche i consumi energetici e quelli idrici per capire se è una informazione solamente formale oppure se effettivamente si dimora in questa casa dove si richiede il bonus.

Se le utenze si riscontrano ma con un utilizzo saltuario, come una casa vacanze, l’aliquota scende in automatico al 36%.  Cercare di prendere il bonus cambiando la nostra residenza abituale ci comporta una serie di importanti sanzioni e vari interessi di mora che possono superare di gran lunga il risparmio iniziale.

Ricordiamoci poi che il range temporale è molto lungo, parliamo di fino ad 8 anni dalla fruizione. Anche la modalità di pagamento delle fatture emesse è molto importante. Tanti contribuenti utilizzano il bonifico ordinario, ma questa scelta non è quella corretta. Bisogna infatti procedere con il bonifico parlante.

Lo troviamo proprio nelle specifiche dell’home banking nella sezione delle agevolazioni edilizie. In questo caso vengono riportati con chiarezza il codice fiscale del beneficiario della detrazione, la partita iva dell’impresa ed i riferimenti normativi come l’art. 16 bis del T.U.I.R.

Se abbiamo commesso uno di questi due errori indicati, quindi il cambio di residenza ad hoc, oppure il bonifico errato è consigliabile restituire le somme e ripetere l’operazione, oppure, in casi estremamente eccezionali possiamo ottenere una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui l’impresa conferma di aver contabilizzato in modo corretto i ricavi.

mani su progetto di ristrutturazione di una casa e oggetti del mestiere
Quali sono gli errori che fanno perdere il bonus ristrutturazione-Designmag.it
Ovviamente, anche la regolarità urbanistica rappresenta un punto importantissimo per i bonus. Ogni incongruenza tra la Cila o la Scia, e quanto realizzato porta ad una decadenza immediata dei benefici ottenuto. Quindi non solamente le planimetri corrette, ma anche. materiali e le tecnologie.

Facciamo un esempio, durante una ispezione ci si accorge che l’isolamento è inferiore da quanto dichiarato l’Agenzia delle Entrate revoca l’intera agevolazione applica una sanzione che varia dal 30 al 200% dell’importo detratto. Per gli interventi, poi, che comportano un risparmio energetico bisogna inviare la documentazione all’Enea entro 90 giorni dalla fine lavori o dal collaudo.

E se ci accorgiamo di aver superato questo lasso di tempo? E’ possibile ricorrere alla remissione in bonis con un versamento di sanzione fissato a 250 euro. Fondamentale poi è conservare tutti i documenti senza tralasciare nulla per 10 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi in cui viene indicata l’ultima delle 10 quote di detrazione.

Quindi, se terminiamo i lavori nel 2026, l’ultima rata è nel 2036 e noi dobbiamo tenere tutto il fascicolo completo fino, almeno, al 2041. La perdita di una fattura o di una ricevuta può invalidare l’intera agevolazione.