Proprio quando ci sarebbe bisogno di un aiuto in più quello attivo diventa meno vantaggioso. Una beffa gli i cittadini che vorrebbero riqualificare la propria abitazione dal punto di vista energetico ma non ne hanno le possibilità economiche. E a breve diventerà sempre peggio.
Entro la fine del 2025 l’Italia dovrà stilare il Piano nazionale ristrutturazione degli edifici per ridurre il consumo medio di energia primaria degli edifici del 16% entro il 2030 e del 20/22% entro il 2035. Queste le indicazioni della Direttiva Case Green che ha gettato i cittadini nel panico. La prima bozza del NBRP dovrebbe arrivare a dicembre per poi attendere il recepimento definitivo della Direttiva entro il 14 maggio 2026.
Questo Piano potrebbe essere l’unica salvezza per gli italiani perché ha l’obiettivo di rimodulare gli incentivi per i lavori di risparmio energetico promuovendo una ristrutturazione profonda rispetto interventi di base meno funzionali. La speranza è che vengano predisposti aiuti che siano migliori rispetto quelli attualmente attivi che, tra l’altro, nel 2026 diventeranno meno convenienti. I Bonus casa non avranno più aliquota al 50% bensì al 36%.
Come cambierà il Bonus casa nel 2026
La Legge di Bilancio 2025 ha stabilito cambiamenti significativi per i Bonus casa e, dunque, per gli italiani. Il prossimo anno sarà un addio alla maggiorazione prevista attualmente che vede l’aliquota delle abitazioni principali alzata al 50% rispetto il 36% previsto per tutti gli altri immobili. Nel 2026 la detrazione sarà del 36% per le abitazioni principali e del 30% per le seconde case.

Significa che i cittadini potranno recuperare meno soldi in relazione alle spese di ristrutturazione dell’abitazione e alla riqualificazione energetica. Parliamo di spese di importo variabile tra i 30 mila e i 60 mila euro a seconda della metratura dell’immobile e agli interventi da sostenere. Se, ipotizzando una spesa di 40 mila euro, fino al 31 dicembre 2025 si possono recuperare 20 mila euro, nel 2026 con la detrazione in dieci anni si recupereranno solo 14.400 euro per l’abitazione principale e 12.000 euro per una seconda casa.
Si passerà, dunque, dalle vecchie e molto più interessanti detrazioni che potevano arrivare anche all’85% per la riqualificazione energetica a detrazioni nettamente inferiori. Tutto questo proprio quando la spinta verso la transizione green diventa più forte avvicinandosi il primo traguardo. La riduzione del 16% dei consumi entro il 2030. Sembra un paradosso ma al momento è la realtà. Ecco perché si spera in una mossa del Piano nazionale ristrutturazione degli edifici per introdurre incentivi, sconti e aiuti economici che siano veramente favorevoli per i cittadini.