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Andrea Rosso e il suo concetto di Living: “non ci spaventiamo nell’esagerare e nello sperimentare”

Andrea Rosso è il direttore creativo di Diesel Living che abbiamo incontrato in occasione del Salone del Mobile 2022. Il suo lavoro e le collaborazioni ci hanno catturato: le forme, i materiali e gli ambienti raccontano un modo di vedere il living peculiare.

Ci ha raccontat della sua visione, dei suoi progetti e ci siamo tolti qualche curiosità!

Qual è stata l’ispirazione per questi progetti living?

In generale noi cerchiamo un po’ dappertutto. L’arte la musica, l’usato, le sporcature e le finiture che troviamo in giro sono tutti piccoli spunti che ci aiutano moltissimo perché ci piace sperimentare. Abbiamo delle referenze che provengono anche dal mondo Diesel che ci aiutano ad arricchire le nostre collezioni e non ci spaventiamo nell’esagerare e nello sperimentare. Abbiamo i classici che sono dei punti di riferimento, ma l’eclettico è per noi una cosa fondamentale.

Con Mirabello Carrara abbiamo preso tutto ciò che ha a che fare con la tramatura, il tessuto, l’effetto piegato, la natura, le righe che non sono dritte ma storte. A questo proposito la deformazione è una delle tematiche che in Diesel è molto presente, ma anche dal punto di vista grafico in Mirabello Carrara. Tutte le piegature che fotografiamo rendono l’idea, e ci piace molto!

Courtesy of Diesel Living

Con Lodes siamo stati molto attenti a collaborare da vicino col partner: è attento alla funzionalità e al mercato. Abbiamo cercato sempre di dare il massimo della Diesel. Infatti, la Spring deriva dal punk e la torsione che viene ripresa da questo loop negli elastici nella parte metallica è una caratteristica che ci piace molto, la parte piatta campana che ti regala due tipologie di luce è una bella idea di lampada.

Courtesy of Diesel Living

Anche con la lampada ROD abbiamo voluto dare una trama che la rende caratteristica anche se in sè la lampada da tavolo è semplice.

Quanto “jeans” c’è nelle creazioni Diesel Living?

In realtà non è così presente il jeans. Diesel living non è mai stato così didascalico. Non abbiamo mai detto “Ora facciamo una poltrona e la rivestiamo di jeans”. Abbiamo ripreso le materie e i materiali che sposavano una filosofia living, andando fuori dal jeans.

Comunque questa tematica del jeans sta tornando fuori, è interessante e ci stiamo pensando.

Sei un appassionato di vintage. C’è un elemento retrò che prossimamente inserirai nelle collezioni?

Noi siamo un team che lavora molto bene insieme, e siamo tutti appassionati di vintage, dell’usato e dei classici, e appena vediamo un oggetto magari anche solo per il suo colore, forma, spessore o trattamento lo riportiamo nel Diesel Living.

Credo che il vintage sia importante per tutti, il fatto di avere una parte vissuta, il fatto di avere quindi il “living” è un aspetto che ci piace mettere dentro le collezioni. Diesel in passato ha sempre preso spunto dall’usato, più che mai soprattutto negli anni ’90. Proprio l’idea di prendere spunto da cose del passato reinterpretandole è una chiave di lettura che ci piace molto.

La sostenibilità è un argomento che ti sta molto a cuore, il marchio di abbigliamento che hai lanciato, Myar, è l’emblema di questo approccio green. C’è stata la stessa attenzione anche nella creazione dei pezzi di design?

Con Myar sono partito nel 2014 con l’idea di prendere cose già esistenti e riportarle in vita dandole una nuova interpretazione e una costumizzazione.

Sulle collezioni Diesel Living non possiamo ancora prendere le cose e reinterpretarle, però potrebbe essere un’idea da studiare.

La sostenibilità riguarda molto la tipologia di materiale che andiamo a scegliere, tipo i tessuti, il packaging e il Made in Italy con la scelta di materiali nostrani. Devo dire che è un argomento che sentiamo sempre di più. Non abbiamo ancora delle guidelines ma questo Salone ci ha dato lo stimolo ad essere più vigili in tal senso.

Amore per la moda e amore per il design. C’è un filo conduttore che lega questi due aspetti del tuo mondo?

Diciamo è quasi come dire moda bianco e design nero: per me oggi esiste il grigio.

Oggi l’amalgamento dei colori è grigio: moda e design si stanno accomunando sempre di più. Infatti negli ultimi anni il designer diventa fashion designer e viceversa. Penso che sia solo questione di tempo e possiamo riuscire a fare diverse cose, come ad esempio partire da un tessuto a renderlo in 3d oppure metterlo in legno, in metallo, in acetato…oggi è possibile fare tutto, e la fantasia e l’innovazione aiuta tantissimo questo processo.

Non c’è più una grande distinzione tra design e moda. É interessante vedere che durante il Salone del Mobile ci sono esibizioni all’interno di case di moda che rimandano al design, da tavolini, a lampade a oggettistica per la casa…sta diventando molto comune.

Quindi il grigio sta diventando un bel grigio medio.

A quale oggetto delle collezioni Living passate sei più legato e perché?

Sono legato molto a Nebula perché è il divano che ho a casa, è comodo, mi piace sia dormire che guardare la televisione che giocare col mio bambino. É così grande che sembra di essere in casa e dentro casa, non so come spiegare, ma è quasi come una culla. Ti siedi come vuoi, è un modulo che ti permette di aggregare più le persone che distanziarle.

Courtesy of Diesel Living

E per finire una domanda curiosa. Come immagini una casa ideale? Che caratteristiche deve avere l’arredamento?

La cosa più bella dentro una casa è portare i tuoi viaggi le tue visioni all’interno per guardarle ogni giorno. Non esiste più interno ed esterno ma esiste un luogo dove tu ti senti più a casa. Il mixing di materie che derivano per esempio dal metallo del Texas o che riprendono i colori del deserto dell’Arizona è una cosa importante per me.

Francesca Secci

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Francesca Secci