Sedie Artek: autoprogettazione con Enzo Mari

Sedie Artek: autoprogettazione con Enzo Mari

Il marchio finlandese Artek in occasione del suo settantacinquennale (1935-2010) ha scelto la mitica collezione Autoprogettazionedel 1974, con cui Enzo Mari spingeva le persone ad appropriarsi fisicamente del progetto portando a compimento con le proprie mani la realizzazione di diversi pezzi di arredo, a iniziare dalla sedia, per festeggiare il suo anniversario

da in Sedie di Design
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    Il marchio finlandese Artek in occasione del suo settantacinquennale (1935-2010) ha scelto la mitica collezione Autoprogettazione del 1974, con cui Enzo Mari spingeva le persone ad appropriarsi fisicamente del progetto portando a compimento con le proprie mani la realizzazione di diversi pezzi di arredo, a iniziare dalla sedia, per festeggiare il suo anniversario. Enzo Mari è uno dei maestri del Made in Italy, tra i protagonisti della storia del disegno industriale in qualità di creativo e di pensatore critico, autore di numerosi pezzi culto a partire dai progetti per Danese negli anni Cinquanta, è padre di oltre duemila oggetti.

    Questa provocatoria collezione è inaugurata con la Sedia 1, primo progetto della famiglia di arredi, che è infatti rientrata in produzione grazie all’azienda. Sempre nel rispetto del concetto originario si comprano semplici pezzi di legno di pino pre-tagliati, chiodi e istruzioni, poi si assembla tutto da soli.

    Così, nell’interpretazione del pensiero di Enzo Mari secondo cui “il design è sempre educazione”, Artek ha prodotto anche un documentario di venti minuti, presentato durante lo scorso Salone del mobile milanese alla Triennale in presenza dello stesso Mari il quale spiega l’idea alla base del progetto della collezione Autoprogettazione.

    Sedia 1 stimola la riflessione sul tema del ‘do-it-yourself’ che celebra un mondo in cui la dignità del lavoro non è alienata. Un concetto ampiamente sviluppato dal marchio Ikea ma che Enzo Mari aveva sostenuto in tempi non sospetti creando oggetti del tutto originali, dall’apetto schietto, non sofifisticato ma sincero e comunque gradevole proprio perchè artigianale, fatto a mano.

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