L’Agenzia delle Entrate ha intensificato la propria attività di verifica sui beneficiari del Superbonus 110%, dando avvio a una fase di controlli sistematici che interesserà migliaia di contribuenti nei prossimi mesi.
Dopo aver erogato agevolazioni fiscali per miliardi di euro, il Fisco passa ora alla fase di accertamento per verificare la corretta fruizione dell’incentivo. Nel mirino finiscono principalmente coloro che hanno usufruito della detrazione attraverso sconto in fattura o cessione del credito, ma anche chi ha optato per la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.
I controlli si concentrano sulla documentazione presentata, sulla conformità dei lavori eseguiti e sul rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla normativa. Chi ha commesso errori rischia sanzioni pesanti e la restituzione delle somme percepite.
I tempi di accertamento variano in base alla modalità di fruizione scelta dal contribuente
La normativa prevede tempistiche differenti per gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate a seconda della modalità con cui il contribuente ha deciso di beneficiare del Superbonus. Per chi ha scelto la detrazione fiscale diretta, spalmata in cinque o dieci anni nella dichiarazione dei redditi, il Fisco dispone di ben tredici anni di tempo per effettuare le verifiche necessarie.

Questa finestra temporale così ampia consente all’amministrazione finanziaria di procedere con controlli approfonditi anche a distanza di molto tempo dalla fine dei lavori. Diversa è invece la situazione per chi ha optato per lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta: in questi casi l’Agenzia ha otto anni per gli accertamenti.
La differenza nelle tempistiche riflette la maggiore complessità dei controlli sulla detrazione diretta, che richiede verifiche incrociate tra più annualità fiscali. In entrambi i casi, tuttavia, i contribuenti devono conservare scrupolosamente tutta la documentazione relativa agli interventi effettuati, dalle fatture alle ricevute dei bonifici, dagli attestati tecnici alle delibere condominiali, per essere pronti a fornire ogni elemento probatorio in caso di richiesta da parte del Fisco.
La documentazione richiesta dall’Agenzia delle Entrate è molto dettagliata e comprende molteplici attestazioni
I controlli dell’Agenzia delle Entrate si concentrano principalmente sulla verifica documentale per accertare la sussistenza dei requisiti che danno diritto all’agevolazione. Tra i documenti che i contribuenti devono obbligatoriamente conservare figurano tutte le fatture o ricevute fiscali delle spese sostenute, le ricevute dei bonifici bancari o postali parlanti utilizzati per i pagamenti, la dichiarazione di consenso del proprietario dell’immobile quando i lavori sono stati effettuati da un detentore diverso.
Per gli interventi su parti comuni condominiali è indispensabile la delibera assembleare che ha approvato i lavori. Sul piano tecnico, assumono rilevanza fondamentale le asseverazioni: quella relativa al miglioramento energetico trasmessa all’ENEA e quella per gli eventuali interventi antisismici.
Due documenti risultano cruciali per mettersi al riparo da contestazioni: il visto di conformità, rilasciato da un professionista abilitato che certifica la correttezza della documentazione fiscale, e l’asseverazione sulla congruità delle spese sostenute. Questi ultimi due elementi costituiscono un sistema di controllo preventivo voluto dal legislatore per ridurre il rischio di utilizzi impropri dell’agevolazione.






