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Termoarredo

Soggiorno open space in estate: come riorganizzare i mobili per favorire la ventilazione naturale tra le stanze

Gli ingegneri termici hanno un concetto che si chiama effetto camino: l’aria calda sale, l’aria fredda entra dal basso, e se il percorso tra un punto e l’altro è libero, si crea un flusso continuo senza bisogno di nessun dispositivo meccanico. Nelle case moderne, questo flusso quasi non esiste. Non perché le case siano mal costruite, ma perché i mobili lo bloccano. Un divano addossato alla parete sotto la finestra, una libreria alta posizionata tra soggiorno e cucina, un tappeto spesso che assorbe il fresco del pavimento: ognuno di questi elementi interviene sul percorso dell’aria in modo che nessuno ha mai calcolato davvero.

Il soggiorno open space è lo spazio domestico con il potenziale termico più alto, proprio perché l’assenza di porte interne permette all’aria di muoversi su distanze lunghe. Eppure quasi nessuno lo usa in questo senso. Si ragiona per zone funzionali, per esposizione visiva, per traffico pedonale. L’aria non entra quasi mai nei criteri di disposizione dei mobili. In estate, quando accendere il condizionatore ogni giorno diventa un costo fisso difficile da ignorare, vale la pena ragionare diversamente.

Dove entra l’aria e dove dovrebbe uscire: il layout come progetto termico

Il primo passo è capire la direzione del vento prevalente nella propria abitazione, che cambia in base all’orientamento dell’edificio e alla stagione. In estate, nelle zone del centro-nord Italia, il vento prevalente nelle ore pomeridiane tende a venire da ovest o nord-ovest. Aprire le finestre controvento crea pressione positiva, quelle sottovento creano pressione negativa: l’aria entra da un lato e viene risucchiata dall’altro. Questo è il principio base della ventilazione trasversale, e funziona anche senza nessuna modifica ai mobili, ma i mobili possono amplificarlo o annullarlo completamente.

La regola pratica è che il percorso tra la finestra di ingresso e quella di uscita dell’aria deve essere il più libero possibile a un’altezza compresa tra 60 e 120 cm dal pavimento, che è dove si concentra la maggior parte dell’aria fresca. Un divano con la schiena alta posizionato perpendicolare alla finestra principale divide il flusso e lo disperde. Lo stesso divano ruotato di 90 gradi, parallelo alla direzione del vento, lascia passare l’aria senza ostacoli.

Gli studi sull’aerodinamica degli interni, tra cui le ricerche pubblicate dal Building Research Establishment britannico, indicano che una singola ostruzione trasversale può ridurre la velocità del flusso d’aria interno fino al 40-50%. Non è una percentuale trascurabile quando si parla di comfort estivo.

Il divano non è dove pensi che debba stare

La posizione del divano è la decisione di arredo con il maggiore impatto sulla ventilazione, e anche quella che più spesso si cristallizza in abitudine. In un open space con affaccio principale su una parete lunga, il divano viene quasi automaticamente posizionato al centro della stanza, schiena verso la zona pranzo, fronte verso la televisione. Questa disposizione crea una barriera trasversale esattamente nel punto in cui l’aria dovrebbe circolare liberamente.

Spostarlo lungo la parete laterale, parallelo alla direzione prevalente del flusso, libera tutta la corsia centrale. Non è una soluzione adatta a ogni pianta, ma nei layout rettangolari tipici degli appartamenti italiani degli anni Settanta e Ottanta funziona con sorprendente regolarità. Il costo percettivo è minimo: il divano laterale è una scelta che designer come Patricia Urquiola nel progetto degli interni del Mandarin Oriental di Barcelona ha usato proprio per gestire la circolazione dell’aria negli ambienti connessi, senza sacrificare la leggibilità degli spazi.

I divani con schienale basso, sotto i 75 cm, oppure i modelli a isola con struttura aperta alla base come il Beam di Muuto (schienale a 72 cm, base sollevata da terra di 14 cm) ostacolano il flusso d’aria meno della metà rispetto a un divano tradizionale con schienale alto e gonna perimetrale. Non è un dettaglio estetico: è una differenza misurabile in gradi percepiti.

La zona pranzo, i mobili alti e il corridoio invisibile tra le stanze

Negli open space che connettono soggiorno e cucina, il punto critico è quasi sempre la transizione tra le due zone. Un mobile alto, una libreria bassa usata come divisore, una penisola con sedute che sporge in modo non allineato: ognuno di questi elementi crea turbolenza nel flusso, che rallenta e perde efficacia.

La zona pranzo, i mobili alti e il corridoio invisibile tra le stanze – designmag.it

La soluzione non è eliminare i divisori, ma allinearli. Se una libreria bassa separa visivamente soggiorno e zona pranzo, orientarla con il lato lungo parallelo alla direzione del vento la trasforma da ostacolo a canale. Lo stesso vale per la penisola cucina: una penisola orientata in senso est-ovest in un appartamento con finestre a nord e sud blocca trasversalmente tutta la ventilazione. Ruotarla o sostituirla con un tavolo mobile risolve il problema senza interventi murari.

I tavoli da pranzo con struttura a quattro gambe sottili, come il Series 7 di Fritz Hansen in versione allungabile, oppure i tavoli su trespolo centrale come il Tulip di Saarinen per Knoll, lasciano passare l’aria in modo più efficiente dei tavoli con struttura a pannello pieno. La differenza in termini di flusso è concreta: una struttura a pannello blocca lo strato d’aria bassa, che è anche quella più fresca.

Tappeti, tessuti e superfici: quello che rallenta l’aria senza che nessuno ci pensi

L’aria fresca del pavimento in estate è una risorsa spesso sprecata. I pavimenti in ceramica, pietra o cemento raggiungono temperature superficiali di 4-6 gradi inferiori rispetto all’aria ambiente nelle ore centrali della giornata. Coprirli con tappeti ad alto pelo isola questa fonte di fresco e altera la stratificazione termica naturale dello strato d’aria bassa.

In estate, togliere il tappeto dal soggiorno non è solo una questione di pulizia: è una scelta termica. Se il tappeto serve a definire la zona living e toglierlo compromette l’estetica dell’ambiente, la soluzione è passare a un tappeto piatto in fibre naturali. I kilim in cotone, le stuoie in sisal o juta come quelle della collezione Bayliss di Kvadrat, oppure i tappeti in fibra di cocco non creano la barriera termica del pelo alto e lasciano respirare il pavimento sottostante.

Anche i tessuti dei cuscini e delle fodere del divano hanno un ruolo. Il lino non trattato e il cotone a trama larga sono materiali che non trattengono il calore accumulato durante il giorno. Le fodere in velluto, al contrario, accumulano calore in modo significativo e lo rilasciano nelle ore serali quando la temperatura esterna inizia a scendere, esattamente quando si vorrebbe il contrario. Foderare il divano con copri-divano in lino leggero per i mesi estivi è un adattamento minimo con un impatto percettivo misurabile.

Piante, tende e l’ultimo pezzo del puzzle

Le piante in vaso di grandi dimensioni, come i ficus o i monstera su supporto, posizionate direttamente davanti alle finestre creano una resistenza al flusso in ingresso. Non è un motivo per toglierle, ma per spostarle lateralmente rispetto all’apertura. Una pianta a lato della finestra non ostacola l’ingresso dell’aria e offre comunque ombreggiatura parziale al vetro, che in estate è la superficie che contribuisce di più al riscaldamento dell’ambiente.

Le tende sono l’elemento di controllo più sottovalutato. Tende a pannello in tessuto traforato o a maglia larga, come quelle realizzate con tessuti Mermet della serie Natté (trasmittanza solare tra il 3 e il 14% secondo la variante), filtrano la radiazione solare diretta senza bloccare il movimento dell’aria. Le tende a rullo in blackout, al contrario, bloccano sia la luce che il flusso. Tenerle abbassate durante le ore centrali della giornata abbassa la temperatura radiante, ma va bilanciato con l’apertura serale per favorire lo scambio con l’aria fresca esterna.

Un soggiorno open space riorganizzato per la ventilazione passiva non assomiglia necessariamente a un laboratorio di aerodinamica. Con tre o quattro spostamenti ragionati, un divano parallelo al flusso, un tappeto piatto al posto di uno spesso, le piante laterali invece che frontali alle finestre, la casa smette di accumulare calore come fa quando i mobili sono disposti senza nessun criterio termico. Il condizionatore resta lì, ma si accende qualche ora dopo.

Delania Margiovanni

Laureata in Giurisprudenza, cambio strada quasi subito e dal 2008 lavoro sul web. Un ambiente dinamico che mi ha insegnato il valore della ricerca continua, della curiosità e della capacità di rimettersi sempre in gioco. È proprio qui che ho scoperto quanto si possa imparare ogni giorno, esplorando temi nuovi e lasciandosi guidare da passioni che evolvono nel tempo. La lettura resta, da sempre, il mio hobby del cuore.

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