Sfratto per morosità 2024: se sei in difficoltà ti puoi salvare, la legge è dalla tua parte

Una volta che è stato emesso un atto giudiziario per notificare lo sfratto, l’inquilino ha la possibilità di difendersi e chiedere un rinvio.

Proprietari e conduttori di immobili si trovano spesso ad affrontare situazioni delicate legate agli accordi di locazione, che possono culminare nella richiesta di sfratto. Le ragioni più comuni dietro a questa decisione includono il mancato rispetto delle scadenze di pagamento da parte dell’inquilino e incomprensioni contrattuali tra le parti. Attenzione, però, l’inquilino moroso nel 2024 ha un salvagente. 

Quando un locatore si trova nella posizione di dover richiedere lo sfratto, può essere interessante sapere che un conduttore ha la possibilità di presentare una sospensione dell’esecuzione dello sfratto per gravi motivi. Tuttavia, questa opzione è disponibile solo in circostanze particolari che impediscono al proprietario di riottenere il controllo del proprio immobile.

Una volta che è stato emesso un atto giudiziario per notificare lo sfratto, l’inquilino ha la possibilità di difendersi e chiedere un rinvio dell’esecuzione a una data successiva. In questi casi, esistono delle soluzioni previste dalle disposizioni legali in materia.

Sfratto per morosità: come ci si può salvare nel 2024

Le due situazioni più comuni che portano all’inoltro di una richiesta di sfratto sono la morosità dell’inquilino e la fine del contratto di locazione senza il rilascio dell’immobile. Nel primo caso, l’inquilino diventa inadempiente dopo 20 giorni dalla scadenza del pagamento del canone o accumula arretrati sugli oneri accessori superiori a due canoni mensili. Nel secondo caso, il conduttore non restituisce l’immobile alla fine del contratto stipulato con il proprietario.

Rinvio sfratto
Come chiedere il rinvio dello sfratto – (designmag.it)

Nonostante le tutele previste dalla legge a favore del proprietario, che può inserire l’inquilino nella banca dati di morosità immobiliare e difendersi legalmente dalle persone inadempienti, il conduttore può bloccare lo sfratto presentandosi in tribunale. Per esempio, la richiesta di sospensione dell’esecuzione dello sfratto per morosità può essere accolta in presenza di validi motivi, ma è necessario presentare la documentazione dei pagamenti alla prima udienza. In questo caso, la procedura di sfratto si interrompe e il caso passa a un giudizio ordinario.

Il proprietario può riottenere il possesso del proprio immobile attraverso due procedure giudiziarie: la convalida dello sfratto e l’ordinanza di rilascio dell’immobile. Entrambe le opzioni risultano nel rilascio dell’immobile al solo proprietario, con l’inquilino che deve cercare un’altra sistemazione.

Tuttavia, ci sono delle differenze tra le due procedure. Ad esempio, se l’inquilino non si presenta nemmeno al giudizio dopo il primo reclamo del proprietario, il giudice può emettere direttamente un’ordinanza di rilascio, immediatamente esecutiva per il locatore. D’altra parte, la convalida dello sfratto si verifica quando l’inquilino non si presenta al giudizio. In questo caso, viene emessa un’ordinanza di rilascio, ma è necessario avviare un’altra procedura giudiziaria.

Una forma importante di tutela per l’inquilino consiste nella sospensione dell’esecuzione dello sfratto per gravi motivi. Questo avviene quando il proprietario presenta una domanda di rilascio per fine del contratto di locazione. L’inquilino o un membro del suo nucleo familiare deve essere affetto da una malattia terminale o gravi disabilità, certificate almeno al 66%.

Questa sospensione può essere richiesta una sola volta e dura fino a 18 mesi. Durante questo periodo, l’inquilino deve pagare un canone mensile al proprietario, con una maggiorazione del 20% rispetto a quanto stabilito nel contratto di locazione. Inoltre, l’inquilino può beneficiare di un periodo di grazia di 90 giorni per affrontare difficoltà economiche comprovate. Per richiedere questa sospensione, l’inquilino deve presentare una documentazione appropriata presso il Tribunale del proprio comune e pagare una tariffa per i servizi legali.

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