Se scegli di utilizzare queste piastrelle il tuo bagno sembrerà molto più grande: anche alternative alla ceramica

Trasformare un bagno di dimensioni ridotte in uno spazio visivamente ampio è possibile grazie alla scelta strategica delle piastrelle.

Non si tratta solo di una questione estetica, ma di un vero e proprio progetto che coinvolge formato, colore, materiale e modalità di posa dei rivestimenti. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, esistono soluzioni specifiche che ingannano la percezione dello spazio, regalando aria e luminosità anche agli ambienti più compatti.

La chiave sta nel saper bilanciare praticità e design, optando per finiture che riducano la frammentazione visiva e amplificino la luce naturale. Oggi il mercato offre numerose alternative alla ceramica tradizionale, materiali innovativi che combinano resistenza e bellezza. Dalle lastre di grande formato al gres porcellanato effetto marmo, passando per il mosaico di pasta di vetro, ogni scelta può fare la differenza nella percezione finale dello spazio bagno.

Formato delle piastrelle: grande è meglio per ingannare l’occhio

Quando si parla di bagni piccoli, il formato delle piastrelle gioca un ruolo determinante nell’illusione ottica che si vuole creare. Le lastre di grandi dimensioni rappresentano la soluzione più efficace per ampliare visivamente lo spazio, poiché riducono drasticamente il numero delle fughe e creano superfici continue e uniformi. Piastrelle di formato 60×120 cm o addirittura 80×160 cm possono rivestire intere pareti con pochissime interruzioni, donando un senso di fluidità all’ambiente.

Delle piastrelle messe una accanto all'altra
Formato delle piastrelle: grande è meglio per ingannare l’occhio – designmag.it

Questo effetto “seamless” elimina quella frammentazione visiva tipica dei formati piccoli, che tende a rimpicciolire ulteriormente gli spazi ristretti. In alternativa, anche il mosaico può rivelarsi vincente se utilizzato strategicamente: anziché rivestire tutte le superfici, si può concentrare su zone specifiche come la nicchia doccia o la fascia dietro al lavabo, creando punti focali d’interesse senza appesantire l’insieme.

I formati rettangolari tipo “brick” sono particolarmente apprezzati perché facilitano la posa riducendo i tagli agli angoli. Per chi preferisce formati tradizionali, piastrelle da 30×60 cm con fughe sottilissime e coordinate cromaticamente possono comunque garantire un risultato armonioso e spazioso.

Colori e materiali alternativi: oltre la ceramica classica

La palette cromatica e la scelta dei materiali sono fondamentali quanto il formato per massimizzare la percezione dello spazio. Tonalità chiare come bianco, beige, greige e grigio perla riflettono la luce e dilatano otticamente le dimensioni del bagno, mentre l’abbinamento tra pavimento e pareti nello stesso colore con sfumature leggermente diverse crea continuità visiva.

Il gres porcellanato si conferma protagonista grazie alla sua versatilità: riproduce fedelmente marmo, pietra naturale, legno o cemento, offrendo resistenza all’umidità superiore alla ceramica tradizionale. Per chi cerca alternative più raffinate, il mosaico in pasta di vetro aggiunge preziosità e giochi di luce, mentre le resine epossidiche rappresentano una soluzione contemporanea priva di fughe, perfetta per un look minimalista.

Interessante anche l’uso di piastrelle effetto metallico o con finitura lucida che riflettono la luce amplificando la luminosità. Non bisogna temere nemmeno i colori scuri se abbinati a sanitari bianchi lucidi e rubinetterie cromate: il contrasto può creare profondità e carattere, trasformando un limite dimensionale in punto di forza espressivo.

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